Presidio giornalisti La Stampa a Torino, '150 anni di storia non sono in vendita'

Preoccupazione per il futuro della testata

(ANSA) - TORINO, 25 FEB - Presidio questa mattina davanti al palazzo municipale di Torino dei giornalisti e dei lavoratori del quotidiano La Stampa, in mobilitazione per chiedere chiarezza sul futuro della testata. "La Stampa non si vende, oggi scioperiamo per difendere l'informazione libera", si legge nei manifesti. Sugli striscioni: "Elkann i nostri valori non sono in vendita" e "La Stampa è di tutte e tutti". "I nostri valori non sono in vendita. Da 150 anni, da prima che esistesse Elkann, siamo patrimonio di questo territorio, i giornali sono presidi di democrazia e non possono essere abbandonati a logiche di mercato", ha detto al microfono Giovanna Favro, del comitato di redazione. "La nostra indipendenza non è negoziabile. La proprietà passa, la credibilità resta, ma quando si perde è irrecuperabile", dicono i giornalisti del quotidiano torinese, e aggiungono: "ci viene richiesto di adattarci a un futuro incerto. Il nostro obiettivo non è sopravvivere qualche anno in più, è restare rilevanti". Silvia Garbarino, segretaria dell'Associazione Stampa Subalpina e giornalista de La Stampa, ha evidenziato come Elkann abbia dato mandato di vendere: "C'è una due diligence avviata con un editore, la Sae di Leonardis, che in questo momento non ci dà alcuna fiducia visto che non c'è un piano industriale, né una tenuta economica né di crescita. Siamo in un momento di profondissima incertezza, abbiamo grande timore per cosa ne sarà del domani. Portiamo in piazza i nostri problemi alla ricerca di condivisione e continueremo questa battaglia finché non riceveremo risposte". In piazza, in solidarietà ai lavoratori, anche giornalisti di altre testate, sindacalisti, consiglieri comunali, alcuni assessori e la vicesindaca di Torino Michela Favaro. Il sindaco Stefano Lo Russo riceverà una delegazione. "La cessione di un giornale - ha affermato il presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Stefano Tallia - non è la cessione di un'azienda qualunque. E' un pezzo di democrazia che deve essere tutelato e a tutelarlo deve essere un impegno collettivo". Tallia ha ricordato che da dieci anni si attende il rinnovo del contratto di lavoro Fnsi-Fieg: "Probabilmente si tornerà a scioperare e tra le ragioni dello sciopero deve essere inserito anche il futuro delle testate. Non si può far finta di nulla e anche il Governo deve essere chiamato a fare la sua parte". (ANSA).

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