Record della musica live, oltre 1 miliardo di spesa del pubblico e +21% sul 2024

Ricerca presentata a Trento da AssoConcerti, presente il ministro Mazzi

(ANSA) - ROMA, 23 MAG - Nuovo record per la musica dal vivo nel 2025: superato il miliardo di euro di spesa del pubblico con un incremento del 21% rispetto al 2024. Emerge dai primi dati della ricerca di AssoConcerti sull'impatto e alle prospettive dei concerti sul territorio presentati in anteprima al Festival dell'Economia di Trento organizzato da Il Sole 24 Ore. Lo studio verrà presentato interamente il prossimo ottobre. 
Un settore quello dei live che conferma una crescita costante nel periodo post-pandemico: secondo i dati forniti da Siae relativi ai numeri del genere "Pop, rock e leggera", nel corso dell'anno si sono svolti 40.324 spettacoli, per un totale di 26.371.010 spettatori e una spesa complessiva del pubblico pari a 1.089.248.353 euro. "Con una crescita nel 2025 del 42% rispetto all'anno precedente, i nostri associati continuano a rappresentare il cuore del sistema, coprendo quasi il 70% del mercato - ha detto il presidente di Assoconcerti Bruno Sconocchia - . "La musica live garantisce capillarità e diffusione culturale su tutto il territorio nazionale, dalle grandi città ai piccoli centri, creando occasioni di aggregazione, incontro e partecipazione sociale". Gli oltre 40.000 spettacoli e 26 milioni di spettatori confermano come i concerti siano un potente motore del turismo musicale, con ricadute significative su trasporti, ospitalità, ristorazione e commercio locale. La ricerca, realizzata in collaborazione con l'Università di Pisa, evidenzia che nel 2025 le ricadute economiche complessive del settore hanno raggiunto i 4,3 miliardi di euro. Tra i casi più significativi del 2024 figurano i concerti di Taylor Swift a Milano e David Gilmour a Roma: nel primo caso, il 77% degli spettatori proveniva da fuori regione, con una quota estera del 30%, una spesa media individuale di 570 euro e un impatto economico di 73 milioni di euro; nel secondo, l'83% del pubblico arrivava da altre regioni, con stranieri al 43%, una spesa media di 827 euro e ricadute pari a 60 milioni di euro. A livello nazionale, la stima per il 2025 supera gli 11 milioni di pernottamenti legati agli eventi di musica dal vivo. "Come per ogni comparto, è necessaria una politica industriale", ha poi sottolineato Bruno Sconocchia, rivolgendosi alle istituzioni, "La musica popolare contemporanea è ora a tutti gli effetti un'industria: una definizione che descrive la complessità del settore, i modelli organizzativi e operativi, l'entità degli investimenti richiesti e le ricadute economiche e occupazionali generate. Non chiediamo assistenzialismo, ma strumenti capaci di sostenere un tassello fondamentale e strategico per la cultura, il benessere, la coesione sociale e l'occupazione, per gli importanti effetti anche sul turismo e sull'economia dei territori". All'incontro erano presenti anche il critico musicale Gino Castaldo e il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.: "Questo sistema industriale, qui rappresentato da Bruno Sconocchia e, in generale, dall'industria della musica - ha spiegato Mazzi - è un comparto importantissimo dell'industria della cultura", ha spiegato . "Perché anche la musica che viene definita 'leggera' è espressione di cultura, come ha sottolineato anche il presidente Mattarella. E a me piace il termine 'leggera', perché in un mondo dominato dalla pesantezza ben venga chi porta della leggerezza. Questa mia consapevolezza si è consolidata proprio quando ero alla Cultura. Forse la musica pop è una forma culturale anche più forte dello sport: è una relazione umana che porta più unità, unione, condivisione, affratellamento, collegialità. Quando si va a vedere un concerto ci sono 100.000 persone, tutte lì per divertirsi. Questo è un mondo che è un patrimonio da sostenere", ha concluso il ministro. (ANSA).

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