Referendum: Cuperlo (Pd), il Sì modifica l'uguaglianza tra i cittadini

Con riforma Cartabia separazione carriere di fatto già esisteva

(ANSA) - TRIESTE, 07 MAR - La riforma della giustizia voluta dal governo "modifica in qualche modo la natura dell' uguaglianza tra tutti i cittadini di fronte alle regole della giustizia". Quindi "con un disegno che va nella direzione di un progressivo controllo della magistratura da parte del potere politico". A sostenerlo è Gianni Cuperlo, deputato Pd, a margine di un incontro sul referendum dal titolo "Riforma Nordio: perché votare NO". Per Cuperlo, "è una riforma che non separa le carriere, separazione che esisteva già di fatto con la riforma Cartabia" ma "separa le magistrature, determinando un doppio Csm e quindi incidendo anche sull'autorevolezza e i poteri del Capo dello Stato, con un'altra corte che non prevede la possibilità di appello alla Cassazione, modificando in qualche modo la natura dell'uguaglianza tra tutti i cittadini di fronte alle regole della giustizia", ha spiegato Cuperlo. Quindi, "con un disegno che va nella direzione di un progressivo controllo della magistratura da parte del potere politico. Noi vorremmo fare in modo che la Costituzione italiana venga preservata da una pessima riforma, che può solo che peggiorare il rapporto tra i cittadini italiani e la giustizia". Il deputato Pd si è poi soffermato sul fatto che "quando si toccano sette articoli della Carta Costituzionale, si è di fronte ad una riforma che incide sulla natura del nostro ordinamento, in questo caso della magistratura, ma più in generale c'è un tema che riguarda il metodo con il quale questo governo e questa maggioranza hanno impostato quella che non definirei una riforma della giustizia, peraltro non lo dice nemmeno il ministro. E' la prima volta - ha puntualizzato Cuperlo - che una riforma costituzionale esce dal Parlamento nella stessa forma e formula con cui è entrata, senza la modifica di una virgola, di una punteggiatura, senza la volontà di riflettere, discutere, misurarsi con le altre forze politiche, di maggioranza e di opposizione, per cercare una soluzione il più possibile condivisa". (ANSA).

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