Reggio Emilia in fermento per Kate, "un riconoscimento per la città"

(ANSA) - REGGIO EMILIA, 06 MAG - È tutto ancora top secret ma l'intera città è più che in fermento per la visita della principessa Kate a Reggio Emilia annunciata a sorpresa da Kensington Palace. Bocche cucite sulle location e sui percorsi, anche se è più che verosimile che nella due giorni reggiana la principessa del Galles visiterà più di una scuola in città, visto che l'obiettivo della sua missione è proprio approfondire il "Reggio Emilia Approach", una filosofia educativa per l'infanzia (0-6 anni) riconosciuta a livello internazionale e studiata in tutto il mondo, nata nel dopoguerra grazie al pedagogista reggiano Loris Malaguzzi. Un metodo che pone il bambino al centro come soggetto attivo, titolare di diritti e dotato di "cento linguaggi" (espressivi, comunicativi, cognitivi). Si basa sulla pedagogia relazionale, la documentazione, la partecipazione delle famiglie. Dal Comune non filtrano dettagli sul programma della principessa. La visita, afferma il sindaco Marco Massari, "è sicuramente un riconoscimento per il nostro sistema educativo e per la nostra città. Si tratta della prima visita all'estero della principessa dopo alcuni anni e sarà un onore raccontare la genesi e la pratica di questa nostra esperienza educativa, a conferma che investire risorse ed intelligenze nell'educazione e nella prima infanzia continua a riscuotere attenzione e ad ottenere consensi unanimi. Inevitabile per noi pensare a Loris Malaguzzi, fondatore e guida illuminata di questo nostro percorso scolastico, e a Carla Rinaldi che ha portato avanti nel mondo questa esperienza e che ci ha lasciati un anno fa". Carla Rinaldi è stata una delle protagoniste, fin dagli albori, del "Reggio Emilia Approach" partito dal pensiero del pedagogista Loris Malaguzzi. "In un tempo in cui i diritti delle bambine e dei bambini, in molte parti del mondo, vengono messi in discussione, questa esperienza assume un valore ancora più forte", aggiunge l'assessora alle Politiche educative, Marwa Mahmoud, a proposito dell'approccio reggiano. "Sapere che questa esperienza è osservata con attenzione a livello internazionale e può diventare fonte di ispirazione è motivo di orgoglio per tutta la nostra città". (ANSA).
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