Rubano camion per la raccolta rifiuti e assaltano azienda orafa a Pisa

I banditi non sono però riusciti a raggiungere il caveau principale

(ANSA) - PISA, 01 GIU - Hanno rubato più mezzi tra camion e furgoncini di Geofor, aziende che gestisce il servizio della raccolta dei rifiuti, per usarli come sbarramento alle vie d'accesso di un'azienda orafa di Pisa, a Ospedaletto, per mettere a segno un furto nella ditta di preziosi. E' accaduto la scorsa notte poco dopo le 2: il colpo sarebbe riuscito solo parzialmente. Sulla vicenda indaga la polizia. Secondo quanto si è appreso i mezzi sarebbero stati rubati da una banda di almeno sei persone che li ha usati per isolare l'area artigianale di Ospedaletto. I malviventi poi avrebbero cercato di raggiungere il caveau della ditta. Ma il colpo è riuscito solo parzialmente: i ladri sarebbero riusciti a fuggire solo con alcuni oggetti in argento prelevati all'interno dell'azienda, senza raggiungere il caveau. Secondo quanto spiegato dall'istituto di vigilanza Corpo Guardie di città i malviventi sarebbero stati costretti a fuggire dall'azione congiunta degli stessi vigilantes e della polizia nel frattempo allertata. Le guardie giurate, si spiega in una nota, "hanno visto tramite le telecamere perimetrali i mezzi di Geofor che venivano parcheggiati contemporaneamente davanti agli accessi anteriore e posteriore della sede" così hanno immediatamente allertato la centrale operativa della polizia. Pochi minuti dopo è arrivata anche la segnalazione di intrusione dal capannone dell'azienda orafa, "facendo così scattare le procedure di intervento". Le indagini sono condotte dalla squadra mobile pisana. Geofor ha reso noto il furto dei propri mezzi per comunicare possibili ritardi nello svolgimento dei servizi nei Comuni dell'area pisana che serve. In una nota, scusandosi con i cittadini per gli eventuali inconvenienti, ha spiegato di aver attivato "tutte le procedure necessarie per limitare i disagi e ripristinare nel più breve tempo possibile la piena operatività del servizio". (ANSA).

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