Sal da Vinci, 'la musica non c'entra con la politica, grato di essere all'Eurovision'

"Rispetto le proteste contro Israele, ma le canzoni portano unione"

(ANSA) - ROMA, 08 MAG - "È una questione politica, la musica copre tutti i dolori del mondo e non c'entra niente. Rispetto chi protesta, ma per quanto mi riguarda ho sempre visto la musica come bagno di pace che ha sempre portato unione e non disunione. È inclusione, è palcoscenico per l'eternità. Io sono felice di rappresentare il mio Paese e per me è un'occasione importante". Sal da Vinci, a pochi giorni dal debutto sul palco dell'Eurovision Song Contest a Vienna, risponde così a una domanda sul boicottaggio di alcuni paesi per la presenza di Israele. "Per me arrivare all'Eurovision, a 50 anni dalla prima volta che sono salito su un palco, è un sogno. E i sogni ogni tanto diventano realtà. Voglio cantare per quelli che non hanno realizzato i loro sogni, per quelli come me che vengono dal basso e hanno faticato. Io sono un operaio, un ambulante della musica, anzi con un paradosso metaforico, un venditore ambulante di sentimenti". (ANSA).

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