Sgominata banda per traffico droga e immigrazione clandestina,8 arresti e 24 denunce

Indagini Guardia di Finanza e vigili di Padova, sequestrata bisca clandestina

(ANSA) - PADOVA, 06 MAG - Si è conclusa con 8 arresti e 24 denunce un'operazione della Guardia di Finanza di Padova e della Polizia Locale che hanno sgominato una banda di cittadini cinesi dedita al traffico di droga, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ingresso e soggiorno illegale in Italia, detenzione abusiva di armi, esercizio e partecipazione al gioco d'azzardo. L'indagine, coordinata dalla Procura euganea, ha portato anche al sequestro di una bisca clandestina nel centro della città. Nel corso delle attività sono stati sequestrati circa 3 kg di sostanze stupefacenti (tra cui "shaboo" una metamfetamina diffusa in oriente, amfetamine, pasticche di ecstasy, crack, marijuana), 6 bilancini di precisione e materiale per il confezionamento e lo spaccio delle droghe, 1 coltello, 2 pistole scacciacani, 50 chiodi a quattro punte, 93 proiettili, 3.870 euro in contanti, 7 telefoni cellulari, 1 tavolo e 102 tessere di "mahjong" utilizzati per il gioco d'azzardo. Le indagini sono iniziate dopo un servizio di controllo del territorio, nel cui ambito erano stati individuati alcuni cinesi gravitanti in varie zone di Padova (stazione Ferroviaria, quartiere Arcella, quartiere Stanga) e dell'hinterland (comuni di Cadoneghe, Vigonza, Saonara, Piove di Sacco, Terrassa Padovana), sospettati di attività illecite. E' stato così predisposto un piano investigativo con intercettazioni telefoniche e ambientali, videoriprese, appostamenti, pedinamenti e servizi di riscontro compiuti tra le province di Padova, Venezia, Vicenza, Treviso, Rovigo, Milano, Modena, Prato, che hanno portato a ricostruire l'operatività di un nutrito gruppo di cittadini cinesi, accomunati dalla assidua frequenza di una bisca clandestina, di ristoranti di lusso e locali notturni del padovano e anche del casinò di Venezia. Proprio osservando i comportamenti delle persone sottoposte a indagini è emerso che gli indagati, pur formalmente dipendenti di alcune società padovane, erano dediti allo spaccio di droga non solo nel padovano, ma anche tra le province di Milano e Verona, dopo essersi riforniti a Prato o tramite pacchi postali provenienti dalla Spagna. Appurato anche il coinvolgimento nel favorire l'immigrazione clandestina, stipulando falsi contratti di lavoro per ottenere il permesso di soggiorno. Agli incontri gli indagati si presentavano armati per intimorire gli interlocutori. E' stato infine accertato che nella bisca clandestina si svolgeva il gioco del poker e del mahjong con puntate imponenti di somme di denaro (ANSA).

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