Soprintendenza, 'ciclone ha causato danni ingenti nel sito di Nora'

Carabinieri subacquei cercano in mare materiali archeologici trascinati dalle onde

(ANSA) - CAGLIARI, 23 GEN - Dalla Soprintendenza archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna arriva la conferma che le mareggiate dei giorni scorsi hanno danneggiato in maniera ingente i siti archeologici di Nora e di Bithia, sulla costa sud occidentale dell'isola. Al termine dei sopralluoghi per la verifica dei danni al patrimonio archeologico, dopo le segnalazioni delle amministrazioni comunali di Pula e Domus de Maria, sono stati riscontrati "importanti danni e situazioni di emergenza nelle porzioni dei siti adiacenti la costa, che sono stati maggiormente esposti all'azione erosiva del moto ondoso che ha raggiunto una forza eccezionale". A Bithia la mareggiata ha messo in evidenza alcune sepolture della necropoli di Sa Colonia, che conserva una stratificazione di tombe fenicie, puniche e romane, pertinenti all'antico insediamento di Bithia. La Soprintendenza ha immediatamente avviato un intervento d'emergenza di recupero, messa in sicurezza e scavo archeologico dei contesti a rischio perdita e la squadra di archeologici è all'opera. I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio di Cagliari e il Corpo forestale stanno fornendo supporto operativo con il controllo e il pattugliamento costante dell'area, che è stata munita anche di sistemi di sorveglianza da remoto. Al lavoro oggi anche i carabinieri subacquei di Cagliari per verificare la presenza in mare di materiali archeologici trascinati dalle onde. Il sito di Nora - fa sapere la Soprintendenza - ha subito ingenti danni nella fascia costiera confermando la particolare delicatezza di queste aree soggette all'erosione costiera e a rischio perdita del patrimonio archeologico e su cui sono in corso progetti di salvaguardia a cui stanno lavorando la Soprintendenza, il Provveditorato alle opere pubbliche di Cagliari, il Comune di Pula e la Regione Sardegna. In particolare, si sono registrati cedimenti e smottamenti nell'area delle terme di Levante, accumulo di elementi lapidei scagliati dalle onde sul foro romano e sulla zona del quartiere punico con crolli di porzioni di strutture, caduta di pini con eradicazione di strati e contesti archeologici, oltre a danni al sistema di protezione della scogliera sotto il tempio di Esculapio. Le attività di verifica e quantificazione dei danni sono ancora in corso. (ANSA).

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