Sorelle ritrovate, il piano criminale ricostruito dalle intercettazioni

(ANSA) - PESCARA, 23 GIU - Per ricostruire il piano criminale messo in atto dalle persone arrestate per il sequestro delle due sorelle dalla casa famiglia di Civitella Alfedena sono state fondamentali per gli inquirenti le intercettazioni su diversi numeri di telefono. Il decreto di fermo firmato dal procuratore di Sulmona, Luciano D'Angelo, ricostruisce passo passo tutte le fasi del piano, architettato da Valentina D'Acunto, la mamma delle bambine, con l'aiuto del compagno Vincenzo Esposito e del padre Marco D'Acunto, tutti finiti in carcere con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 5 giugno, il giorno prima della scomparsa delle bambine, la mamma riceve due telefonate da due numeri risultati poi intestati a due persone fittizie, due pachistani sconosciuti all'anagrafe. Il pomeriggio del giorno successivo, quando poi avverrà il sequestro, D'Acunto chiama a sua volta uno dei due numeri. Sarà l'ultima volta che la mamma utilizzerà il telefono. Da lì in poi si registra silenzio. Si scoprirà in seguito che le sim erano tra le dieci acquistate illegalmente a Napoli, di cui sette ancora disponibili. Le successive intercettazioni disposte sui telefoni del papà, della mamma e degli zii di Valentina D'Acunto hanno reso il quadro ancora più chiaro agli inquirenti che hanno poi fatto scattare il fermo. Nelle varie fasi dell'indagine, tra le utenze telefoniche controllate gli investigatori hanno attenzionato anche i telefoni del fidanzato della maggiore delle ragazze, di un'amica di Alisya e di un'operatore della casa famiglia. (ANSA).
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