Stati Generali Spettacolo, legge di iniziativa popolare per tutelare spazi e festival

Manuel Agnelli: "Non ci sono più spazi di confronto e crescita"

(ANSA) - ROMA, 07 NOV - Una proposta di legge di iniziativa popolare a tutela degli spazi e dei festival culturali: l'iniziativa è stata lanciata in occasione della quarta edizione degli Stati Generali dello Spettacolo. La proposta verrà depositata in Cassazione nelle prossime settimane e dopo prenderà il via la raccolta delle firme. Agli Stati Generali dello Spettacolo ospitati al Palazzo delle Esposizioni di Roma si sono riuniti esponenti del mondo della musica, del teatro e delle associazioni di categoria con l'obiettivo di promuovere il riconoscimento e il sostegno di realtà fondamentali per la vita culturale del Paese, come live club, piccoli teatri, spazi indipendenti e festival. "I locali, in particolare i club e i centri culturali quando non sono chiusi sono diventati spesso grandi stanze da affittare ai promoter senza una programmazione artistica interna. In questo modo muore la curiosità dello spettatore che finisce per vedere soltanto gli spettacoli che sa già di poter apprezzare. Si producono spettacoli che non fanno discutere ma che possono fare numero. È uno dei problemi più grandi di oggi: non ci sono più spazi di confronto e di crescita. È fondamentale che questa legge preveda incentivi e facilitazioni burocratiche per far rinascere luoghi di aggregazione e spazi culturali in cui gli artisti possano crescere e sbagliare", ha detto Manuel Agnelli intervenuto con Annarita Masullo, curatrice degli Stati Generali, all'iniziativa insiema a Tosca per il mondo della musica, Daniela Giordano per Unita e Matteo Orfini, deputato del Partito Democratico, Carlo Parodi (Assomusica), Federico Raserti (KeepOn Live), Marco Trulli (Arci), Emmanuele Curti (Lo Stato dei Luoghi), Massimo Della Pelle (Audiocoop) e Manuela Martignano per gli Stati Generali dello Spettacolo. "Sapete quanto vale il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo, quello che sostiene teatri, orchestre, musica, danza, circo, tutto insieme? Meno di 500 milioni di euro per il 2026. Meno di mezzo miliardo. Il solo aumento della spesa militare dell'anno prossimo vale più di tredici volte l'intero fondo per lo spettacolo dal vivo. Quello che spenderemo in un anno per comprare armi basterebbe a pagare quel fondo per quasi quarant'anni", sottolinea invece Tosca. Questa proposta, spiega poi Matteo Orfini, "nasce da una necessità che tutti avvertivamo: rendere meno difficile e più sostenibile la gestione degli spazi culturali. Abbiamo lavorato per costruire un'architettura normativa che permetta di riconoscere queste realtà e garantire loro strumenti di sostegno, dagli incentivi per le ristrutturazioni a quelli per la programmazione. Abbiamo scelto di trasformare la proposta in una legge di iniziativa popolare perché non volevamo limitarci a una rivendicazione di settore. La questione riguarda il Paese, le città e tutti i cittadini non soltanto chi si esibisce negli spazi culturali, chi li gestisce o chi ci lavora. Questi luoghi garantiscono innanzitutto l'accessibilità alla cultura: permettono di ascoltare musica e vedere spettacoli anche a chi non può permettersi i grandi concerti". (ANSA).

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