Tancredi all' Opera di Roma, Emma Dante nel mondo fatato di Rossini

(ANSA) - ROMA, 17 MAG - ''Tancredi è impegnativo perchè pieno di ambientazioni e di situazioni che cambiano continuamente. E' molto difficile fare Rossini ma quando entri nel suo mondo è come entrare in una specie di luogo fatato in cui succede di tutto''. Emma Dante definisce così la sorpresa che riserva il confronto con il compositore pesarese. La regista palermitana cura la messa in scena del titolo che torna dopo 22 anni al Teatro dell' Opera Roma dal 19 al 29 maggio. Sul podio il direttore musicale Michele Mariotti, interprete rossiniano riconosciuto, alla sua prima volta con questo lavoro. ''Tancredi in palcoscenico come una installazione dell' opera dei pupi - dice la regista -. Ho pensato che tutti i personaggi fossero dei pupi incarnati da attori e attrici. I titolari, Tancredi, Argirio e Orbazzano, all'inizio sono i manovratori di questi pupi. Man mano che la storia procede il manovratore si fa carico della sofferenza e del conflitto fra i personaggi, in una sorta di passaggio di consegne''. A dare voce al protagonista sarà il controtenore Carlo Vistoli, già applaudito dal pubblico romano In Orfeo ed Euridice nel 2019 e in Giulio Cesare in Egitto nel 2023. Amenaide è il soprano Martina Russomanno, in grande ascesa e alla sua prima prova al Costanzi. Proprio il suo personaggio merita una attenzione particolare. ''Amenaide è una figura anomala - rimarca la regista, Leone d' Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2026 -. Accusata di tradimento, non si difende perché è una eroina e lo rimane fino alla fine. Vuole essere amata da Tancredi a prescindere dalla verità e gliela dirà solo mentre lui muore''. L' opera ''è piena di stimoli, spunti, allegorie; è una grande favola che ho ambientato in questo luogo molto artificiale, con questi fondalini dipinti propri dell'opera dei pupi siciliani. È una storia che ha a che fare con qualcosa di universale, non prettamente collocato geograficamente; è molto vera, molto umana, molto contemporanea''. ''Dopo quattro anni a Roma - osserva Mariotti - ho voluto affrontare Rossini con un' opera che non ho mai diretto. Tancredi è un'opera modernissima ma folle perchè parliamo di giovani e i giovani esagerano tutto. L' amore diventa un sentimento violento perchè vissuto con forza ed esagerazione dirompenti''. Suonare Rossini, sottolinea, ''ti obbliga a un dominio tecnico. E' una musica che ti responsabilizza, non accompagni, ma segui e canti insieme. Tancredi è la celebrazione della purezza del sentimento dell' amore. Lui e Amenaide lo vivono in modo assoluto, con una gelosia e una passione che però ostacolano il dialogo. Nonostante due lunghi duetti, i giovanissimi amanti non riescono mai a comprendersi davvero''. Tancredi, melodramma eroico in due atti su libretto di Gaetano Rossi, tratto da Voltaire, fu rappresentato per la prima volta nel 1813 nel Teatro Comunale di Ferrara. Caratterizzato da un doppio finale — uno lieto, quello originario veneziano, e uno tragico, composto per Ferrara — a Roma viene proposto nella seconda versione. Le scene del nuovo allestimento sono di Carmine Maringola, Emma Dante e Chicca Ruocco firmano i costumi, Luigi Biondi le luci, Manuela Lo Sicco i movimenti coreografici. Il Coro del Teatro dell'Opera è diretto da Ciro Visco. Con questo lavoro Emma Dante prosegue la collaborazione con il lirico capitolino avviata nel 2016 con La Cenerentola di Rossini (ripresa nel 2019) a cui sono seguiti L'angelo di fuoco di Prokof'ev (2019) e Les dialogues des Carmélites di Poulenc, che ha inaugurato la stagione 2022/23. (ANSA).
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