Tenerife fra paura e solidarietà per l'arrivo della nave con focolaio hantavirus

(ANSA) - MADRID, 09 MAG - Tre ministri del governo spagnolo - Interno, Sanità e Politica Territoriale - insieme al direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e ai vertici della Protezione Civile ripetono che "il rischio per la popolazione delle Canarie è basso". Ma a Tenerife, in attesa dell'arrivo della Mv Hondius, con il focolaio di hantavirus a bordo, l'inquietudine resta forte. Per molti abitanti, l'isola si ritrova ancora una volta "al centro di un'emergenza internazionale", dopo anni segnati dagli sbarchi di migranti provenienti dall'Africa occidentale. "Mi fanno pena, ma ho paura. Dovevano curarli nei lori Paesi", racconta Angelita, pensionata di 76 anni, all'emittente pubblica Tve. Un'infermiera della zona dice invece di voler "tornare a portare la mascherina". Anche i lavoratori portuali seguono lo sbarco con preoccupazione. La Coordinadora Trabajadores del Mar (Cetm), principale sindacato del settore, ha definito in una nota "prudente" la decisione di mantenere la nave al largo e trasferire i passeggeri con imbarcazioni dedicate, a tutela "dei lavoratori e della popolazione". Più dura, invece, la posizione del sindacato Trabajadores por los Puertos de Tenerife, che ha minacciato di bloccare il porto di Granadilla. Anche se un presidio di protesta, venerdì sera davanti al parlamento delle Canarie, ha visto una partecipazione limitata a una trentina di persone. Mentre la presidente del Cabildo di Tenerife, l'autorità locale, Rosa Davila, sostiene che "restano dubbi ragionevoli" sulla reale portata del focolaio e "sui possibili effetti per residenti e operatori sanitari". (ANSA).
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