Todde 'Sardegna ha deciso di diventare adulta e si siede ai tavoli Ue'

(ANSA) - CAGLIARI, 28 MAG - La Sardegna "ha deciso di diventare adulta" e di sedersi "nei tavoli dove si prendono le decisioni" europee e nazionali. Lo ha detto la presidente della Regione Alessandra Todde intervenendo all'evento "Far crescere il Sud nella tempesta globale", promosso dall'osservatorio economico e sociale 'Riparte l'Italia' in corso questa mattina a Napoli. "Quello che sto vedendo nei due anni da quando ho iniziato il mio mandato è che una nuova classe dirigente del Sud sta spingendo moltissimo", ha sottolineato Todde, parlando di una "postura diversa e più credibile che fa la differenza" nei tavoli decisionali. La governatrice ha richiamato il lavoro svolto in sede europea e nei rapporti con le istituzioni: "Passo molto tempo a Bruxelles e parlo spesso con il vicepresidente Fitto e con la presidente del Comitato delle Regioni", ha spiegato, evidenziando la necessità di costruire "massa critica" tra territori con caratteristiche simili. Al centro del suo intervento anche il tema della continuità territoriale, definito "frustrante" se sottoposto a continue revisioni. "Siamo un'isola e lo saremo sempre - ha specificato - Abbiamo una comunità di circa 4 milioni di sardi fuori dall'Isola, un elemento fondamentale per contrastare lo spopolamento". Todde ha poi ricordato alcune misure già attuate dalla Regione, dalla chiusura della programmazione dei fondi di coesione 2021-2027, pari a circa 3,5 miliardi di euro destinati a infrastrutture, casa e gestione delle risorse idriche, fino alla "vertenza entrate", che ha consentito il recupero di 1,4 miliardi di euro dallo Stato. Tra i progetti strategici citati anche l'Einstein Telescope, l'infrastruttura scientifica internazionale per lo studio delle onde gravitazionali, che secondo la presidente rappresenterebbe "un investimento trasformativo da 4 miliardi" con ricadute occupazionali significative. Infine, un passaggio sulle crisi industriali: "serve capire con il governo nazionale quale politica industriale si vuole fare, perché se si considera strategico l'alluminio primario bisogna poi renderlo possibile", ha concluso. (ANSA).
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