Tommaso Cerno in Rai tra le polemiche, 'dirò ciò che penso e perché'

Al via dal 9 marzo il suo '2 di picche'. Corsini: "Valorizziamo anche gli interni"

(ANSA) - ROMA, 05 MAR - "Tutte le dichiarazioni, i vari articoli, le interrogazioni parlamentari, hanno trasformato questi ultimi mesi in una lunga vigilia. Ma l'attesa adesso è finita e possiamo cominciare". Inizia con queste parole, dette dal direttore di Rai Approfondimento, Paolo Corsini, la conferenza stampa di presentazione di "2 di picche", la nuova striscia quotidiana condotta da Tommaso Cerno in arrivo dal 9 marzo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 14.05 su Rai 2. Un avvio che è stato preceduto da polemiche, da un lato politiche, dall'altro sindacali, per l'affidamento di un nuovo programma a un collaboratore esterno. Queste ultime critiche "essenzialmente provengono dal sindacato" Usigrai, afferma Corsini, ma "noi portiamo avanti un costante lavoro di valorizzazione delle professionalità interne, cerchiamo di lanciare anche volti autorevoli e preparati, ma prendiamo anche quello che c'è sul mercato, nel panorama informativo italiano". E Cerno si schermisce: "non sono un antagonista, ho accettato un'offerta giornalistica che è molto legata alla mia personalità, è circoscritta nel tempo e nello spazio ed è molto diversa da quello che la rete aveva". Messe da parte le critiche, il programma dura pochi minuti, in cui il direttore del Giornale - che, ricorda, non è la prima volta che lavora in Rai (nel 2015 condusse "D-Day - I giorni decisivi", ndr) - promette di accompagnare il pubblico in una lettura dei fatti del giorno e al centro del dibattito. Cercando, rivela, di "creare dibattito e mantenere un po' di buon senso". "A me si può contestare tutto - continua -, ma non credo che mi si possa contestare di non dire quello che penso. E dirò anche perché lo penso, e se arriveranno i fischi, faremo la puntata dopo facendo sentire i fischi". Nella prima puntata Cerno spiegherà le ragioni del nome del programma: "noi ci sentiamo un po' tutti dei due di picche. Sembra sempre ti capitino le cose sopra la testa, che il mondo sia pieno di assi di cuori, di regine di fiori, di fanti… Ma il gioco è più complesso. Vuol dire provare a stare dalla parte del cittadino debole, di chi crede di non avere voce però poi magari ce l'ha". (ANSA).

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