Tribunale conferma, illegittimo il fermo della Humanity 1

Sentenza dei giudici di Ortona, 'la Libia non è considerata un luogo sicuro'

(ANSA) - PESCARA, 14 LUG - "Non è assolutamente possibile ritenere che la Libia sia un paese sicuro". Lo scrive, nero su bianco, il giudice del Tribunale di Ortona che, con una sentenza del 9 luglio scorso, ha confermato l'illegittimità del fermo della Humanity 1, la nave, con 160 persone a bordo, bloccata a dicembre scorso dalle autorità italiane per non aver comunicato con il centro di coordinamento dei soccorsi libico. "Il giudice - spiega l'Ong - ha ribadito le conclusioni adottate da precedenti sentenze dei tribunali italiani, secondo cui la Libia non può essere considerata un luogo sicuro per le persone soccorse in mare. Ciononostante, la scorsa settimana un'altra nave dell'alleanza Justice Fleet - la Trotamar III - è stata trattenuta in Italia" con un fermo di 45 giorni. "Il fermo della Trotamar III e la nostra vittoria in tribunale, ottenuta quasi contemporaneamente in un caso analogo - afferma Wasil Schauseil, portavoce di Sos Humanity -, mettono a nudo la posizione giuridica altamente discutibile del governo italiano, che insiste affinché le navi delle ong comunichino con questi attori libici illegittimi. Inoltre, la sentenza riveste un'importanza politica: mentre i tribunali sottolineano le condizioni disumane a cui sono sottoposti migranti e rifugiati in Libia, i governi europei stanno intensificando i propri sforzi per impedire a queste persone di fuggire dal Paese". (ANSA).

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