Tronchetti Provera, 'l'immigrazione può essere uno strumento di crescita'

(dell'inviata Francesca Pierleoni) (ANSA) - POLIGNANO A MARE, 10 LUG - In uno scenario internazionale complesso, "parlando da italiani, quello che ci tiene fuori dal baratro è la capacità di lavoro e innovazione. Dobbiamo investire in tecnologia e in capitale umano. Il primo investimento è nella formazione delle persone. Anche l'immigrazione può diventare uno strumento di crescita". Lo dice il presidente esecutivo di Pirelli Marco Tronchetti Provera nell'incontro con Gianni Riotta dedicato al romanzo del giornalista, thriller tra fantapolitica e intelligenza artificiale, Generose anime di eroi (Mondadori) alla 25/a edizione de Il Libro Possibile, il festival con una prima parte a Polignano a Mare (8-11 luglio) e la seconda a Vieste (21-25 luglio). "Bisognerebbe mandare a scuola le persone che arrivano - aggiunge l'imprenditore -. Devono poter avere un'occasione. Prima ovviamente si deve fare una scrematura, ma bisogna dare loro un'opportunità attraverso la formazione e l'educazione, un impegno che dovrebbe essere a livello europeo. Chi viene in Italia deve imparare a conoscere la lingua e poter partire con un mestiere che sia utile. Se chi arriva non ha nessuna sponda, c'è il rischio finisca nella criminalità e questo è terribile". Nella conversazione sul palco con la giornalista di Sky Stefania Pinna, si affrontano i temi del romanzo di Riotta, tra i quali c'è l'IA. "Non esiste la possibilità di sviluppo dell'intelligenza artificiale senza l'uomo - sottolinea il presidente esecutivo di Pirelli, che sostiene il festival -. Quello che noi abbiamo fatto negli ultimi 15 anni è stato inserire persone giovani e competenti che sanno sviluppare algoritmi e aggiornare le competenze di persone che hanno esperienza. Il tema per noi è stato non togliere persone ma aggiungerle. Questo ci permette di essere più produttivi e competitivi". Secondo il manager, "non possiamo confrontarci con Cina o Stati Uniti sui numeri, da europei e italiani dobbiamo fare le cose più difficili, e la testa dei nostri giovani è adatta. Il fatto è che noi siamo più bravi se ci sono motivazione, stimoli, voglia di fare e utilizzando il valore di poter rimanere nel proprio Paese. La capacità di creatività e innovazione degli italiani è straordinaria". Non mancano anche riflessioni sull'attuale situazione internazionale: quando la giornalista chiede a Tronchetti Provera cosa pensi del tentativo portato avanti a lungo da Giorgia Meloni di un mantenere un legame con Trump "per unire l'Occidente" come ha detto la premier, il manager risponde: "Secondo me ha fatto bene. Il tentativo andava fatto, ed è certo che bisogna mantenere un rapporto con l'America. Possiamo raccontarci tutto quello che vogliamo, ma abbiamo tutti i telefonini, mandiamo messaggi. Se tutto questo non passasse dai cloud americani non riusciremmo nemmeno a mandare una fotografia". L'Europa "è in grande ritardo, non si sta muovendo in modo adeguato - osserva -. Trump ha suonato la sveglia in qualche modo e noi non la stiamo sentendo. I nostri leader in Europa sono più preoccupati per le elezioni, pensano prima al loro futuro che al nostro". "Bisogna investire "in tecnologia ed armamenti" sottolinea. Se uno "non ha una capacità di difesa e tecnologica adeguata gli altri prevalgono. Quello che sta avvenendo oggi è che l'Europa sta perdendo velocità e quindi la possibilità di incidere su temi geopolitici, di essere presente ai tavoli dove si decide". L'Europa non ha investito "in quello che ci porterebbe a essere interlocutori alla pari con gli americani o i cinesi. La nostra voce non conta nulla". Venendo agli scenari che si prospettano negli Usa per il successore di Trump, secondo Riotta alle prossime presidenziali tra i repubblicani "correranno il vicepresidente Vance e il segretario di Stato Rubio". Tuttavia, "se i repubblicani perdessero le elezioni di novembre, potrebbero scegliere di non puntare su un trumpiano". Infine si accenna a un altro tema del romanzo, le fake news: "Su di me si sono inventati cose ancora prima che ci fossero le fake news - dice sorridendo Tronchetti Provera -. Ci ho convissuto, oggi ci rido sopra, prima ridevo meno. Ma la storia è piena di fake news, il vincitore scrive quello che gli pare e piace. Noi siamo qui come Pirelli anche perché la forza della lettura, conoscere, imparare dagli altri, permettono di valutare se ciò che abbiamo davanti corrisponde alla verità o no". (ANSA).
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