Ucciso e fatto a pezzi: verso perizia psichiatrica per Lorena

La difesa nomina due consulenti e intende chiedere accertamenti

(ANSA) - TRIESTE, 30 AGO - La difesa di Lorena Venier, l'infermiera 61enne che ha ucciso e fatto a pezzi il figlio, Alessandro Venier, assieme alla compagna di lui, Mailyn Castro Monsalvo, nella villetta di Gemona del Friuli, hanno deciso di nominare due consulenti, uno psicologo e uno psicoterapeuta, per approfondire lo stato di salute mentale della donna. I legali Giovanni De Nardo ed Emanuele Sergo sono intenzionati a chiedere una perizia psichiatrica per la donna e a ricostruire i rapporti tra lei, il figlio, la compagna e la nipotina di pochi mesi. Lo riporta il Messaggero Veneto. "La signora Venier - affermano De Nardo e Sergo - ha offerto ampia collaborazione e soprattutto elementi che una volta approfonditi, in corso d'indagine, consentiranno di fare ampia luce su una vicenda quanto mai complessa, sotto molteplici aspetti. La condizione psichica in cui la nostra assistita versa è delicata tanto che sulla stessa verranno effettuate le necessarie valutazioni. È infatti intenzione della difesa, oltre ad approfondire gli elementi di quella che, a oggi e fino a prova contraria, risulta essere l'unica versione di quanto accaduto, ricostruire a 360 gradi il vissuto della signora Venier e il contesto i cui i fatti si sono verificati". Sullo sfondo ci sarebbe un contesto familiare complesso, con Alessandro che spesso si dimostrava violento. Il delitto risale alla sera del 25 luglio. Gli approfondimenti tecnici eseguiti dai Ris di Parma hanno permesso di confermare l'utilizzo del seghetto come strumento usato per fare a pezzi il 35enne. Si attende invece l'esito degli esami tossicologici per chiarire le cause della morte. L'uomo, secondo quanto raccontato dall'infermiera, sarebbe prima stato sedato da lei poi soffocato con alcuni lacci da scarpe da Mailyn. (ANSA).

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova