Unesco Egitto, 'cucina italiana non solo cibo ma buone pratiche e sostenibilità'

(ANSA) - IL CAIRO, 28 MAR - "Non solo buon cibo, ma buone pratiche, storia vivente, collante sociale, connessione ai cicli naturali delle stagioni, valorizzazione delle risorse del territorio, memoria condivisa, sostenibilità": così il direttore ad interim dell'Ufficio regionale dell'Unesco al Cairo, Robert Parua, ha definito la cucina italiana divenuta Patrimonio mondiale, durante una cena promossa dalla delegazione locale dell'Accademia Italiana della Cucina per celebrare l'evento. Nella cornice del ristorante Vivo del Ritz Carlton Hotel del Cairo, Parua ha elogiato l'attività dell'Accademia, "promotrice di dialogo ed esempio di cooperazione" e la cucina italiana "esempio di sviluppo sostenibile", un tema particolarmente sentito oggi nell'area. L'evento, che si è svolto in altre delegazioni il 19 marzo ma che nei Paesi arabi è stato rinviato a dopo il Ramadan, è stato salutato anche da un videomessaggio del presidente nazionale dell'Accademia Paolo Petroni, che ha tra l'altro inviato un saluto speciale e un augurio di pace alle delegazioni dei Paesi coinvolti nel conflitto in atto in Medio Oriente. Ha poi colto l'occasione per ricordare che l'Unesco ha voluto premiare "la cucina che nasce e si tramanda nelle famiglie", mettendo in guardia da alcuni utilizzi impropri del riconoscimento usato per pubblicizzare questa o quella struttura. Il carattere fondamentalmente "domestico" e "umile" della cucina italica è stato sottolineato anche dal capo delegazione del Cairo dell'Accademia, Massimo Acciarini, che insieme ai 'simposiarchi' ha scelto per l'occasione un menu tradizionale, interpretato al meglio dal giovanissimo chef Paolo Lippolis, approdato in Egitto a soli 27 anni. Bruschetta, carpaccio, tagliatelle al ragù d'anatra, costolette di agnello arrosto con verdure croccanti e l'immancabile tiramisù hanno accompagnato la riunione conviviale, insieme ad appunti storici e storie personali legate ai piatti e ai loro ingredienti che 'condiscono', come di consueto, le riunioni dell'Accademia. (ANSA).
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