Unesco, l'IA costa ai professionisti della cultura 8,5 miliardi di euro l'anno

(ANSA) - ROMA, 19 FEB - L'ascesa dell'intelligenza artificiale potrebbe comportare perdite di fatturato globali pari al 24% per i creatori musicali e al 21% per i creatori audiovisivi entro il 2028, per un importo complessivo per gli artisti e i professionisti della cultura di quasi 8,5 miliardi di euro all'anno. Sono le stime dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco) che, in un nuovo rapporto appena pubblicato, evidenzia come alcuni contenuti artistici generati dall'intelligenza artificiale stanno riscuotendo un successo enorme. Le canzoni create da algoritmi hanno raggiunto la vetta delle classifiche di Spotify e Billboard. Secondo uno studio della piattaforma Deezer, ogni giorno vengono scaricate più di 50.000 tracce generate da robot e la maggior parte degli ascoltatori non riesce a distinguere la musica artificiale da quella prodotta dagli esseri umani. L'Unesco evidenzia dunque i seri rischi di questa tecnologia che può sostituire il lavoro umano, l'uso non autorizzato di dati protetti da copyright e le potenziali perdite di diversità culturale e linguistica. I ricavi digitali, secondo l'Unesco, rappresentano ormai il 35% dei guadagni dei creatori, rispetto al 17% del 2018, segnando un cambiamento strutturale accompagnato da instabilità dei guadagni e da una maggiore esposizione alle violazioni della proprietà intellettuale. Il rapporto dell'Unesco sulla creatività, che si basa su dati provenienti da oltre 120 paesi, analizza un panorama culturale in rapida evoluzione, plasmato dalla trasformazione digitale, dall'intelligenza artificiale, dalle mutevoli dinamiche del commercio globale e dalle crescenti minacce alla libertà artistica. "Il contenuto, generato interamente da comandi di intelligenza artificiale con un input umano limitato, è caratterizzato da una qualità da bassa a media e imita gli stili esistenti delle opere protette da copyright su cui sono stati addestrati i sistemi di intelligenza artificiale", si legge nel rapporto. In risposta a questa situazione, e in un momento in cui Il finanziamento pubblico diretto alla cultura rimane molto basso, inferiore allo 0,6% del Pil globale, il rapporto raccomanda di stabilire quadri di governance chiari per la cultura digitale e l'intelligenza artificiale, garantendo uno sviluppo etico, inclusivo e sostenibile. "Le politiche pubbliche devono proteggere i diritti di proprietà intellettuale dei creatori, sostenendo al contempo l'innovazione e gli investimenti nelle infrastrutture culturali digitali". (ANSA).
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








