Vice presidente Cei, grave ogni tentativo di intimidire il Papa

Mons. Savino: 'Crescente insofferenza verso ogni voce morale libera'

(ANSA) - CASSANO ALL'IONIO, 13 APR - "Le parole rivolte al Papa non sono soltanto un attacco alla sua persona: sono il segno di un impoverimento del linguaggio pubblico e, più in profondità, di una crescente insofferenza verso ogni voce morale libera". Lo ha detto all'ANSA monsignor Francesco Savino, vice presidente della Cei e vescovo della diocesi di Cassano dopo l'attacco al Papa da parte del presidente statunitense Donald Trump. "Quando il successore di Pietro richiama il mondo alla pace, al dialogo e al primato della dignità umana - ha aggiunto - non entra in una contesa politica: compie il suo dovere evangelico. Per questo considero grave e inquietante ogni tentativo di delegittimarlo o di intimidirlo. In tempi segnati dalla tentazione della forza, la parola del Papa resta disarmata ma necessaria, perché ricorda ai potenti che il limite non è un ostacolo, bensì la condizione stessa della civiltà". "La pace - ha affermato il vice presidente della Cei - non è un cedimento, né il Vangelo può essere piegato alle ragioni della sopraffazione. Il Papa non deve 'regolarsi' davanti al potere: deve continuare, come sta facendo, a parlare con parresia, soprattutto quando la guerra rischia di diventare una consuetudine della storia". "E forse - conclude mons. Savino - è proprio questo che inquieta: che esista ancora una voce capace di dire, con libertà e senza calcolo, che nessun potere è assoluto e che nessuna guerra potrà mai avere l'ultima parola". (ANSA).

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