Voci dal Ghetto di Roma, 'quegli spari il gesto di uno squilibrato'

Nel quartiere ebraico, 'rischio diventino il pretesto per alimentare odio'

(ANSA) - ROMA, 29 APR - Poca voglia di parlare nel ghetto ebraico di Roma nelle ore successive alla notizia che il ragazzo arrestato per aver sparato con una pistola softair a due attivisti dell'Anpi è un giovane di 21 anni che ha affermato di appartenere alla Comunità ebraica. "Non può che essere stato il gesto di un malato mentale, il 25 aprile non c'entra niente", dichiara un volontario di Chabad, movimento che divulga i valori dell'ebraismo. "È vero che il clima di tensione è aumentato, ma non ci sarebbe motivo di prendersela coi partigiani", è il commento sulla stessa lunghezza d'onda di una signora che gestisce lo storico forno a via del portico di Ottavia. In pochissimi, tra lavoratori e abitanti del Ghetto, accettano di commentare la notizia, quasi tutti affermano di non averla nemmeno sentita. Ma c'è chi teme che possa trasformarsi in "un pretesto" per alimentare "il clima d'odio nei confronti della comunità ebraica".

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