Autostrade Alto Adriatico: pedaggi bloccati fino al 2029 e investimenti record da 1,9 miliardi per la terza corsia

La concessionaria punta a mantenere invariati i pedaggi nonostante l’inflazione, mentre prosegue il piano per completare la terza corsia della A4 e altre opere strategiche

Pedaggi invariati almeno fino al 2029 e un piano di investimenti senza precedenti per completare la terza corsia della A4.

È questa la strategia di Autostrade Alto Adriatico, illustrata nel corso dell’audizione della prima commissione permanente del Friuli Venezia Giulia, dedicata ai bilanci 2022-2024 e alle prospettive future della società.

L’obiettivo è ambizioso: mantenere ferme le tariffe per undici anni consecutivi, nonostante l’inflazione crescente dal 2022.

Un caso unico in Italia, messo nero su bianco nell’aggiornamento del piano economico-finanziario da 1 miliardo e 895 milioni di euro.

L’annuncio è stato dato nel corso dell’audizione della prima commissione permanente del Friuli Venezia Giulia che si è tenuta a Trieste e avente come tema i risultati dei bilanci 2022, 2023 e 2024 e prospettive della società.

Attualmente, la tariffa per i veicoli leggeri è pari a 7,8 centesimi al chilometro, inferiore rispetto ad altre concessionarie che hanno realizzato infrastrutture analoghe. Il nuovo piano inviato al concedente a dicembre 2025 prevede il mantenimento delle tariffe invariate per il quinquennio 2025-2029, nonostante i consistenti investimenti in programma.

“Una scelta doverosa nei confronti di pendolari, lavoratori e imprese”, ha dichiarato il presidente Marco Monaco, sottolineando l’impatto della situazione geopolitica sul potere d’acquisto delle famiglie.

Proprio la crisi internazionale ha inciso pesantemente anche sul settore infrastrutturale, con un aumento dei costi delle materie prime stimato in circa 600 milioni di euro. Nonostante ciò, l’opera principale – la terza corsia della A4, dal valore complessivo di circa 2 miliardi – è stata finanziata quasi esclusivamente tramite i pedaggi, senza contributi statali rilevanti.

A rallentare i lavori hanno contribuito anche complessità burocratiche e normative: gli investimenti devono infatti essere previsti nel piano economico-finanziario vigente, la cui approvazione può richiedere anni.

A ciò si aggiungono i tempi legati al subentro della società nella concessione di Autovie Venete, scaduta nel 2017.

Nonostante le difficoltà, gli interventi già realizzati sono significativi. Ad oggi sono stati investiti oltre 1 miliardo di euro, di cui 126 milioni nel triennio 2022-2024, con 76 chilometri di rete completati: 59 lungo la A4 e 17 sulla A34 Villesse-Gorizia. Tra le opere figurano ponti, viadotti, cavalcavia, sottopassi e nuove infrastrutture di servizio, oltre a due nuovi caselli a Villesse e Meolo. Restano ancora numerosi cantieri strategici.

Tra questi, i 25 chilometri di terza corsia tra San Donà e Portogruaro, con lavori previsti tra il 2026 e il 2031, e ulteriori 12 chilometri tra il Nodo di Palmanova e Villesse. In programma anche l’ammodernamento e l’ampliamento di diversi caselli, tra cui Portogruaro, Redipuglia e il nuovo casello di Alvisopoli-Bibione.

Sul fronte finanziario, una svolta è arrivata con l’aumento di capitale a 105 milioni di euro, sostenuto in larga parte dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Una ricapitalizzazione che ha consentito alla società di rafforzare la propria struttura patrimoniale e di rinunciare alle linee di credito precedentemente utilizzate.

Parallelamente, la concessionaria ha rafforzato il proprio ruolo sul territorio, partecipando a progetti infrastrutturali e collaborando con enti e realtà regionali, tra cui il sistema portuale dell’Adriatico orientale, l’aeroporto del Friuli Venezia Giulia e iniziative legate alla transizione energetica.

Un piano che guarda al futuro della mobilità e della logistica lungo un asse strategico per l’Italia e l’Europa, con l’obiettivo di coniugare sviluppo infrastrutturale e sostenibilità economica per cittadini e imprese.

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