Fedriga: “Referendum, Nordio non si deve dimettere. Io? Non divento segretario della Lega”

Il governatore del Friuli Venezia Giulia è intervenuto a “Un giorno da pecora”: “Che il ministro abbia detto “è una responsabilità mia”, io non credo sia solo sua, però è lodevole, riconosciamoglielo" 

Il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga
Il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga

"Non divento segretario della Lega, vi ringrazio del tifo feroce che fate per me, ma non divento segretario". Lo ha ribadito il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenuto oggi "Un giorno da pecora” su Rai Radio1.

Ai conduttori che osservavano che prima o poi dovrà esserci un segretario dopo Matteo Salvini, Fedriga ha chiarito: "Prima o poi ci sarà, ma per prima cosa non so quando sarà, seconda cosa perché devo essere io?".

Fare il segretario, "è un mestiere faticosissimo. Io ho fatto il segretario nel mio piccolissimo regionale e so cosa vuol dire. Io continuo a dire - ha aggiunto sorridendo - che chi fa il segretario di un partito, qualsiasi esso sia, prima di fare il segretario deve essere uno psicologo".

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Rispondendo poi sul fatto che Salvini fosse lontano, in Ungheria, al momento dello spoglio del referendum, Fedriga ha concluso: "L'importante era stare qui nel momento in cui si vota. Per lo spoglio si può stare anche a distanza a seguirlo".

Sempre in merito al referendum e alla vittoria del No ha precisato: "Non credo che il ministro Nordio debba dimettersi e penso che poche volte succede che in Italia qualcuno si prende la responsabilità della sconfitta. Di solito si prende sempre la responsabilità della vittoria o si cerca di spostare la sconfitta su altri. Che il ministro abbia detto “è una responsabilità mia”, io non credo sia solo sua, però è lodevole, riconosciamoglielo". 

Parlando di responsabilità, Fedriga ha aggiunto; "Il fronte del no ha fatto una battaglia dal punto di vista comunicativo che non ho condiviso per niente, ma ci sono state tante uscite anche di qualcuno che promuoveva il sì, che sono state assolutamente fuori luogo uscendo totalmente dal merito". In sostanza, se si dovesse dare un voto "alla campagna elettorale in generale, quindi con i pro e i contro, io darei un 6-". Alla campagna "del sì un 6-", a causa "degli scivoloni di persone che non facevano parte del comitato", e a quella del no "insufficiente". 

"Chi vuole far sormontare il voto politico con il voto del referendum per me fa un errore strategico – ha continuato -. Lo consiglio anche a quei partiti che oggi stanno festeggiando". Alle politiche non basta il voto contro il centrodestra, serve il voto pro. Mi sembra che molte forze politiche che sostenevano il no siano in difficoltà anche a trovare una sintesi, perché non basta fare una tornata elettorale o votare sì o no al referendum, bisogna governare un paese". 

Nel voto referendario, secondo il governatore, "c'è sicuramente un voto contro il centrodestra e c'è un voto anche di protesta generalizzata sulla politica", "che il no ha saputo catalizzare". In generale però, ha osservato, quello del referendum "è il voto democratico e va accettato, non bisogna farne un dramma". La Lega non si è impegnata abbastanza nella campagna? "Dico solo una cosa: vince il sì in tre regioni in cui governa la Lega, diciamo che questa accusa, numeri alla mano, può esser rispedita indietro".

Rispondendo infine ai conduttori che gli chiedevano se il governo dovesse fare un passo indietro, Fedriga ha chiarito: "Sarebbe un errore madornale, ma l'ha detto anche la presidente del Consiglio ben prima del voto, continuare a condizionare un'elezione dall'altra". "Ho profondo rispetto del voto del cittadino. Quando hanno votato per me in Fvg e per la mia coalizione era un voto sul Fvg. Vi invito ad andare a vedere i numeri dei singoli partiti a settembre 2022 e 6 mesi dopo quando si è votato alle regionali. E un anno dopo, quando si è votato alle europee. Sono numeri totalmente diversi". Se si strumentalizza il voto "per ogni singola tornata elettorale", il "Paese diventa veramente ingovernabile"

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