Giorno della Memoria, alla Risiera di San Sabba meno di 400 persone: «Dove sono le scuole?»

A Valmaura occupato meno del 20 per cento dei posti disponibili. E il rabbino Meloni evidenzia l’assenza dei giovani

Laura Blasich
(foto Massimo Silvano)
(foto Massimo Silvano)

Trieste si ferma per ricordare la tragedia della Shoah. Un ampio programma di appuntamenti in vari luoghi simbolo della città ha accompagnato tutta la mattinata del 27 gennaio, culminando nella cerimonia istituzionale nella Risiera di San Sabba, l’unico lager nazista in Italia con forno crematorio, alla presenza delle autorità civili e religiose.

  • Il rabbino e la polemica sull’assenza delle scuole

    Nel corso del suo discorso, il rabbino di Trieste, Eliahu Alexander Meloni, ha evidenziato il «fallimento del Giorno della Memoria, perché è stato interpretato solo come il giorno delle vittime ebree del genocidio, mentre doveva e deve essere il giorno in cui ci si ricorda cos’è la coscienza dell’umanità». A questo proposito, in riferimento alla bassa partecipazione (meno del 20 per cento della capienza massima) alla cerimonia, il rabbino ha sottolineato l’assenza delle scuole e dei giovani.

  • Il vescovo Trevisi: «Solo l’educazione cambia il mondo»

    «Solo l’educazione cambia il mondo, diceva San Giovanni Bosco, e noi dobbiamo assumerci la responsabilità di portare avanti tutto l’anno una cultura del rispetto contro l’antisemitismo e qualsiasi sopraffazione», ha affermato il vescovo Trevisi prima dell’inizio della cerimonia alla Risiera di San Sabba, invitando a diffondere questa cultura nella quotidianità e in ogni aspetto della propria vita.

  • Il sindaco Dipiazza: «La memoria è un dovere civile e morale»

    «Da sindaco di Trieste e a nome dell’intera città rinnovo una ferma e inequivocabile condanna di quegli eventi e dei loro responsabili», ha affermato il primo cittadino Roberto Dipiazza nel suo intervento. «La memoria storica non è un esercizio retorico ma un dovere civile e morale. È un ponte che dobbiamo costruire e rafforzare assieme alle nuove generazioni», ha aggiunto, sottolineando la «responsabilità unica e dolorosa» che Trieste «porta su di sè» e il conseguente «impegno fermo e irreversibile per la tolleranza, il rispetto e la convivenza». La trasmissione della memoria è in ogni caso una responsabilità «ancora più grande in un tempo segnato da conflitti, instabilità e nuove tensioni internazionali».

  • Iniziata la cerimonia alla Risiera di San Sabba

    Con la deposizione della corona d’alloro alla lapide in ricordo delle vittime è iniziata nel cortile del monumento nazionale della Risiera di San Sabba, unico campo di concentramento nazista in Italia, la cerimonia di commemorazione del Giorno della Memoria, fulcro delle celebrazioni organizzate dal Comune di Trieste in occasione dell’81esimo anniversario della liberazione del campo di Auschwitz. Ad accompagnare la corona il prefetto di Trieste Petronzi, il presidente della Regione Fedriga, il sindaco Dipiazza e altre autorità locali.

    La cerimonia alla Risiera di San Sabba (foto Massimo Silvano)
    La cerimonia alla Risiera di San Sabba (foto Massimo Silvano)
  • Occupato solo il 16% dei posti disponibili in Risiera

    Poco dopo le 11, a cerimonia iniziata, sono presenti alla Risiera di San Sabba solo 352 persone, pari al 16% della capienza massima prevista di 2.200 persone.

    (foto Andrea Lasorte)
    (foto Andrea Lasorte)
  • Fedriga: «Per qualcuno l’antisemitismo non è ancora superato»

    «Per troppi anni abbiamo dato per scontato che l’antisemitismo fosse qualcosa di superato, ma stiamo vedendo che, almeno per una fascia della popolazione, così non è ed è preoccupante. Per questo la giornata di oggi è ancora più importante». Queste le parole del governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, prima della cerimonia alla Risiera di San Sabba. Nel video di Andrea Lasorte, la dichiarazione completa.

    Giorno della Memoria, Fedriga: «Per qualcuno l’antisemitismo non è ancora superato»
  • Il rabbino Meloni: «Non si può paragonare Gaza alla Shoah»

    «Legare quanto sta accadendo tra Palestina e Israele al Giorno della Memoria è una manipolazione intellettuale artificiosa, un modo per invertire l’immagine di vittima e carnefice. Accostarli significa dare un senso politico alla giornata di oggi e snaturarla». Queste le parole del rabbino di Trieste, Eliahu Alexander Meloni, prima della cerimonia alla Risiera di San Sabba. Nel video di Andrea Lasorte la dichiarazione completa.

    Giorno della Memoria, il rabbino di Trieste: «Non si può paragonare Gaza alla Shoah»
  • Aperto l’ingresso di via Palatucci alla Risiera di San Sabba

    Il pubblico può ora accedere alla Risiera di San Sabba dall’ingresso principale di via Palatucci (corridoio monumentale), entrando liberamente fino a capienza massima esaurita, fissata a 2.200 persone. Le autorità, la stampa e tutti i membri attivi della cerimonia saranno muniti di speciale accreditamento rilasciato dall’ufficio del gabinetto del sindaco e avranno accesso da piazzale De Simone.

  • Deposta la corona d’alloro in stazione

    Alla stazione ferroviaria, dove si è conclusa la marcia silenziosa, è stata deposta una corona d’alloro presso la lapide che ricorda la partenza dei treni della morte dal settembre 1943 al febbraio 1945.

    La commemorazione alla stazione centrale (foto Andrea Lasorte)
    La commemorazione alla stazione centrale (foto Andrea Lasorte)
  • La marcia silenziosa verso la stazione

    È iniziata la marcia silenziosa verso la stazione centrale di Trieste, che ogni anno viene organizzata dalla sezione triestina dell’Aned, l’Associazione nazionale ex deportati.

    La marcia silenziosa verso la stazione di Trieste per il Giorno della Memoria
  • Chi era Giovanni Palatucci

    Giovanni Palatucci – ricordato anche quest’anno con una corona d’alloro deposta al carcere del Coroneo – fu un funzionario e poi il questore reggente di Fiume, medaglia d’oro al valor civile per aver aiutato «migliaia di ebrei e cittadini perseguitati, riuscendo ad impedirne l’arresto e la deportazione». Fu arrestato dalla Gestapo, passò un periodo di prigionia al carcere del Coroneo di Trieste e morì a Dachau.

  • Deposta la corona al carcere del Coroneo

    Alle 9, come da programma, la giornata si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro della Polizia di Stato presso la lapide che ricorda la prigionia di Giovanni Palatucci al carcere del Coroneo, a cura della Questura di Trieste e dell’associazione nazionale “Giovanni Palatucci” Onlus.

  • Il programma, dal carcere del Coroneo alla Risiera di San Sabba

    Le celebrazioni inizieranno alle 9 con la deposizione di una corona d’alloro della Polizia di Stato alla lapide che ricorda la prigionia di Giovanni Palatucci all’interno del carcere del Coroneo, a cura della Questura e dell’associazione nazionale “Giovanni Palatucci” onlus. Seguiranno alle 9.30 la marcia silenziosa verso la stazione centrale, a cura della sezione triestina dell’Aned, Associazione nazionale ex deportati, e alle 10 la deposizione di una corona d’alloro del Comune alla lapide che ricorda la partenza dei convogli che dal settembre 1943 al febbraio 1945 trasportarono i deportati. Infine, alle 11, come ogni anno, si terrà la cerimonia commemorativa a cura del Comune nel cortile interno del Museo e Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova