Giulia Cecchettin, consegnata la laurea post mortem. Papà Gino: «Un atto d’amore». La sorella Elena: «Complimenti ingegnere»

Standing ovation nel momento della consegna ai familiari dell’attestato all'Università di Padova. La rettrice Mapelli: «Era un primo violino». La ministra Bernini: «No all’indifferenza». Per Giulia anche il papiro di laurea

La consegna della laurea post mortem ai familiari di Giulia Cecchettin (fotoservizio Nicola Bianchi/Agenzia Bianchi)
La consegna della laurea post mortem ai familiari di Giulia Cecchettin (fotoservizio Nicola Bianchi/Agenzia Bianchi)

Giulia Cecchettin è dottoressa in Ingegneria biomedica. Avrebbe dovuto laurearsi a novembre 2023, ma cinque giorni prima della discussione era stata massacrata dall’ex fidanzato Filippo Turetta. Era l’11 novembre scorso.

La tesi era pronta – una tesi da «massimo dei voti» a detta della sua relatrice – e sin da subito l’Università di Padova, d’accordo con la famiglia, aveva deciso di conferire comunque a Giulia il titolo di laurea post mortem.

La cerimonia nella mattinata di venerdì 2 febbraio nell’aula maglia del Bo, alla presenza della ministra dell’Università Anna Maria Bernini. Una standing ovation dell’intera sala ha sottolineato il momento solenne.

A prendere la parola per prima, la rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli che ha definito Giulia «un primo violino»: punto di riferimento per i docenti, aveva saputo reagire alla morte della madre a fine 2022, concludendo gli esami e preparando la tesi. Poi l’11 novembre quello che Mapelli ha definito «brusco risveglio». A seguire il direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Gaudenzio Meneghesso («La laurea non è un risarcimento, Giulia meritava di godere di questo momento») e la relatrice di tesi Silvia Todros («Il voto non ha importanza, è importante ricordarla come una giovane donna determinata»).

La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha lanciato un appello affinché non vinca l’indifferenza nelle relazioni. Poi la consegna dell’attestato e i saluti da parte dei familiari.

Il primo a prendere la parola è stato papà Gino Cecchettin: «Non riesco a essere felice: più volte mi sono chiesto a cosa servisse questa laurea. Ma è un atto d’amore nei suoi confronti». Poi la sorella Elena, emozionatissima, che ha apostrofato dolcemente Giulia come «piccolo genietto». «Hai fatto tante belle cose, ma non dobbiamo dimenticare quante altre avresti potuto farne perché a nessuna altra donna venga tolta questa possibilità. Adesso posso dirlo: “Complimenti ingegnere”», il saluto.

Infine l’amica del cuore, Giulia Zecchinato: «Oggi i sogni di Giulia continueranno a vivere dentro di noi. A nessuna deve essere tolta la libertà di vivere e di essere se stessa».

  • Il papiro di laurea di Giulia Cecchettin lungo il Piovego

    E’ stato affisso a un albero lungo l’argine del Piovego a Padova il papiro di laurea di Giulia.

    Il papiro di laurea di Giulia Cecchettin lungo il Piovego
  • Lorenzoni (docente Università): «Segno di vicinanza dell’Ateneo»

    «La laurea in Ingegneria postuma a Giulia Cecchettin è un segno di vicinanza di tutto l’Ateneo Patavino alla sua famiglia». Lo ha detto Arturo Lorenzoni, docente all’Università di Padova. «Mi stringo ai parenti di Giulia e, nel contempo, esprimo loro le mie congratulazioni per questo prestigioso traguardo, da lei tanto desiderato. Il ricordo che ha lasciato nei suoi docenti e nei suoi colleghi studenti è limpido. Rimane una ferita profonda per la nostra comunità universitaria, tuttavia la forza che la sua famiglia ha fin da subito testimoniato rappresenta una grande consolazione e un esempio».

  • De Poli (Udc): «Oggi pietra miliare contro violenza di genere»

    «Oggi esserci a Padova era importante. Per non dimenticare! Ma soprattutto per ricordare le donne che, come Giulia, hanno sofferto e, purtroppo, continuano a soffrire e a vivere sulla propria pelle l’orrore della violenza. La laurea alla memoria di Giulia sia un monito per tutti: oggi è stata posta una pietra miliare per combattere la violenza di genere e per contrastare la piaga dei femminicidi. Ciao Giulia, complimenti Dottoressa!». Così il senatore Udc Antonio De Poli. «Come ha detto papà Gino, hai squarciato le coscienze di tutti noi. Oggi siamo qui per dire che l’aspetto più importante della formazione e della cultura di ciascuno di noi è l’educazione emotiva, il rispetto dell’altro: sono tutti elementi che devono venire prima di qualsiasi altra cosa. Il tuo sorriso non deve spegnersi e oggi, come istituzioni, abbiamo il dovere di esserci, senza retorica, ma con l’impegno costante teso a costruire una società dove non esistano più femminicidi».

  • Corone d’alloro davanti a casa di Giulia e sulla tomba

    In mattinata sono state portate alcune corone d’alloro davanti alla casa di Giulia Cecchettin a Vigonovo. Una corona anche sulla tomba della studentessa nel giorno del conferimento della laurea e un biglietto “Ciao dottoressa”.

     

    MORSEGO - FOTOPIRAN - SAONARA - CORONA LAUREA TOMBA GIULIA CECCHETTIN
    MORSEGO - FOTOPIRAN - SAONARA - CORONA LAUREA TOMBA GIULIA CECCHETTIN
  • Rettrice Mapelli: «Ecco perchè Giulia era un primo violino negli studi»

    Al termine della cerimonia al Bo, la rettrice Daniela Mapelli, parlando con i giornalisti, ha chiarito perché nel proprio discorso ha detto che Giulia Cecchettin negli studi era «un primo violino».

    Rettrice Mapelli: "Ecco perché Giulia Cecchettin negli studi era un primo violino"

     

  • Sottosegretaria Frassinetti: «Educazione alle relazioni sempre più presente a scuola»

    «Sono qui oggi per rendere omaggio a Giulia e al suo intero percorso di studi. Festeggiare Giulia e la sua laurea è anche un modo per celebrare la sua vita, quella di una giovane donna determinata a costruire il proprio futuro. L'importanza dell'educazione alle relazioni ed al rispetto della vita saranno sempre più presenti nell'esperienza scolastica di ogni studente»: così il sottosegretario all'Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti dopo aver partecipato all'Università di Padova alla cerimonia di proclamazione per la laurea alla memoria in Ingegneria biomedica a Giulia Cecchettin.

  • Ruzzon (presidente consiglio studenti): «Non dimentichiamo perché Giulia non è qui»

    Tra i presenti in platea alla cerimonia anche Emma Ruzzon, presidente del consiglio delle studentesse e degli studenti dell’Università di Padova: «Non dimentichiamoci perché Giulia non è qui oggi, bisogna agire nei luoghi di istruzione per cancellare la violenza di genere».

    Ruzzon: "Agire nei luoghi di istruzione per cancellare la violenza di genere"

     

  • Amica Giulia: «I suoi sogni vivranno in noi»

    L’ultimo intervento in scaletta è quello dell’amica del cuore Giulia Zecchinato: «In questi mesi più di una volta mi sono sentita rivolgere una domanda su chi fosse Giulia. Alcuni presenti hanno avuto la fortuna di averla avuta accanto. Anche chi l’ha vista sola una volta non dimentica il suo sorriso. Giulia era il suo sorriso. Giulia era spensieratezza, libertà, leggerezza, bontà. Dopo il liceo abbiamo fatto valutazioni per capire quale facoltà le si addicesse di più. Era indecisa tra Lettere, Ingegneria e Grafica. Giulia era assetata di conoscenza, di qualsiasi cosa. Era giunta alla conclusione di scegliere Ingegneria biomedica, ma avrebbe frequentato Lettere dopo la pensione e l’Accademia grafica tra la triennale e la magistrale. Non scartava nulla, nemmeno un sogno. Oggi i suoi sogni continueranno a vivere dentro di noi. A nessuna deve essere tolta la libertà di vivere e di essere se stessa. A te, congratulazioni dottoressa».

    L'amica di Giulia alla sua laurea: "Eri il tuo sorriso. A nessuna va tolta la libertà di essere se stessa"

     

  • Sorella Elena: «Complimenti ingegnere»

    La sorella Elena è intervenuta con la voce rotta: «Cara Giulia, mia dolce Giulia, tu non sai quanto sia fiera di te, piccolo genietto. Guarda così sei riuscita a fare, ci hai fatto sentire famiglia anche quando è mancata la mamma. Hai fatto tante belle cose ma non dobbiamo dimenticare quante altre avresti potuto farne perché a nessuna altra donna venga tolta questa possibilità. Adesso posso dirlo: «Complimenti ingegnere».

    Elena, sorella di Giulia Cecchettin: "Fiera di te, piccolo genietto. Complimenti, ingegnere"

     

  • Papà Gino: «Laurea, un atto d’amore per Giulia»

    E’ il turno ora del saluto di Gino Cecchettin, papà di Giulia: «Oggi ci riuniamo per celebrare la sua amata laurea». «Grazie per aver onorato la memoria di Giulia, ma non riesco a essere felice: più volte mi sono chiesto a cosa servisse questa laurea. Ma è un atto d’amore nei suoi confronti».

     

    Papà Cecchettin alla laurea di Giulia: "Resterai sempre nel nostro cuore". E parte il lungo applauso
  • Standing ovation per il conferimento della laurea

    Tutta l’aula magna del Bo in piedi per il momento solenne del conferimento della laurea post mortem a Giulia Cecchettin. A ricevere l’attestato, la sorella Elena in lacrime. Al fratello Davide la corona d’alloro. Vicino a loro, papà Gino.

    Padova, ecco il momento della consegna della laurea ai familiari di Giulia Cecchettin

     

  • Ministra Bernini: «No all’indifferenza, un insulto a Giulia»

    Dopo i saluti istituzionali dei rappresentanti del Bo, ha preso la parola la ministra dell’Università Anna Maria Bernini: «È la giornata delle emozioni, una laurea meritatissima, c’è l’abbraccio di tutto il governo. Questi sono temi che non hanno colore politico. La lettera di Gino al funerale mi è rimasta stampata nella memoria. E’ necessario provare a dare un senso alla sacrificio di Giulia. Siamo tutti responsabili, non esiste l’indifferenza: è un insulto a Giulia. Non parliamo al passato di lei, è presente qui».

    La ministra Anna Maria Bernini
    La ministra Anna Maria Bernini

     

    E poi ancora: «Formare non significa solo rendere grandi le studentesse. Un no è un no e deve essere rispettato. È un impegno che noi ci prendiamo: l’indifferenza mai. Ognuno deve impegnarsi a vedere meglio, assumendosi la responsabilità di intervenire».

    La ministra Bernini: "Siamo tutti responsabili della morte di Giulia. L'indifferenza è un insulto a lei"

     

  • Relatrice Todros: «Ricordiamola come giovane donna determinata»

    «Sono grata di essere qui. Ho avuto l’occasione di conoscere Giulia un anno fa. Si è trattenuta a parlare con me dopo una lezione e mi ha chiesto di fare la relatrice. Ha scelto una tematica molto rilevante, dopo il Covid. Ha scelto di approfondire un problema complesso e attuale, ha lavorato sempre con impegno. E ha dato un contributo nell’evidenziare gli aspetti critici della ricerca in corso»: così la relatrice della tesi di Giulia, la professoressa Silvia Todros, che si è commossa nel corso del suo intervento. «Mi ha colpito il suo modo di fare corretto, l’atteggiamento gentile e attento verso gli altri. Il voto non ha importanza, è importante ricordarla come una giovane donna determinata».

    La relatrice di Giulia commossa: "Colpita dal suo modo corretto e dal suo atteggiamento gentile"

     

  • Aula studio a Ingegneria intitolata a Giulia

    L’aula studio J2 del Dipartimento di Ingegneria sarà intitolata a Giulia Cecchettin «per non dimenticare il femminicidio e costruire un futuro in cui la violenza sia sradicata dalla società. Ricordare è imperativo, ma imperativo è anche fare». Lo ha detto il direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Gaudenzio Meneghesso. «Stiamo stanziando borse di studio e premi di laurea, istituendo corsi di studio per sensibilizzare sul tema».

    Laurea di Giulia Cecchetin, il preside Meneghesso: "Un'aula per lei e attenzione a cogliere e intervenire a ogni segnale di disagio"

     

  • Meneghesso (direttore Dipartimento): «Laurea non è risarcimento, era già sua»

    «Sono emozionato e onorato di parlare come suo professore. Ha superato brillantemente il mio esame a settembre. Ho parlato con lei e mi sono reso conto quanto fosse una ragazza con tanta voglia di raggiungere gli obiettivi che si era prefissata. Meritava di arrivare alla laurea e godere a pieno di quel momento», ha detto il direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Gaudenzio Meneghesso durante la cerimonia, «Quello che è accaduto è stata una tragedia. Non ci sono parole per commentare una vita che viene spezzata. Anche se Giulia non fosse stata brava come invece era. La vita non è un premio che si deve conquistare.
    Dobbiamo tenere uno sguardo empatico verso le donne della nostra società. Non basteranno i gesti simbolici, ma sappiamo che sono impregnati di valore. La laurea non è un risarcimento, era già sua. Con la consegna della laurea alla dottoressa Giulia Cecchettin vogliamo celebrare la vita!».

     

  • Rettrice Mapelli: «Giulia primo violino e riferimento per docenti»

    «Giulia sapeva lasciare un segno nelle persone che incrociava. Giulia era un primo violino: il punto di riferimento per noi docenti»: così la rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli. «Giulia aveva già chiare le cose che contano. Ha saputo affrontare le difficoltà. Dopo la scomparsa della madre aveva superato tutti gli esami e aveva preparato una tesi brillante. Dai sogni c’è stato un brusco risveglio, che ci sgomenta e ci spaventa. Una violenza nata in un contesto di “normalità”».

    Laurea a Giulia, la rettrice Mapelli: "Sapeva lasciare un segno in chi incrociava"

     

  • Assente il presidente del Veneto Zaia, ha mandato un messaggio

    Assente alla cerimonia per la laurea di Giulia Cecchettin il presidente del Veneto Luca Zaia che però ha inviato un messaggio: «Lavorare insieme per evitare ogni forma di violenza. Dobbiamo continuare a pronunciare il nome di Giulia».

  • Iniziata la cerimonia di consegna della laurea postuma a Giulia

    Con l’ingresso solenne del corteo accademico ha preso il via la cerimonia di consegna della laurea a Giulia Cecchettin.

  • Arrivata la ministra Bernini

    E’ arrivata al Bo la ministra dell’Università Anna Maria Bernini. A salutarla per prima nel cortile del Bo la rettrice dell’Università Daniela Mapelli.

  • Ministra Rocella: «Laurea omaggio doveroso a Giulia»

    «Un pensiero a Giulia, la cerimonia di laurea è un omaggio doveroso a una ragazza che voleva seguire i suoi sogni, i suoi progetti e non lo ha potuto fare ». Lo ha detto la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Eugenia Roccella aprendo i lavori della settimana su “La chiave del futuro: giovani, donne, imprese”.

  • L’emozione della nonna di Giulia: «Ci teneva molto alla laurea»

    Se papà Gino Cecchettin e la sorella Elena sono stati in silenzio prima della cerimonia, in aula magna è nonna Carla a scambiare qualche parola con i giornalisti: «Sono passati mesi ma non è cambiato nulla, Giulia ci teneva molto alla laurea. Certo sarebbe stato bello se ci fosse stata anche lei, ma questo deve essere un momento di gioia per lei, che si era impegnata tanto per raggiungere questo risultato». E poi ancora: «È un'emozione grandissima, io qua non c'ero mai stata e allo stesso tempo mi emoziona che non ci sia più la mia bambina e non sia qui a godersi questa cerimonia… faccio fatica a pensarlo».

  • Prosegue l’arrivo delle autorità

    Alla spicciolata stanno arrivando al Bo le autorità. Ci sono il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il senatore Antonio De Poli. C’è anche Walter Veltroni.

  • Aureli, rappresentante studenti Ingegneria dell’informazione: «Giulia ultima vittima femminicidio, così non è stato»

    Giada Aureli, rappresentante degli studenti a Ingegneria dell’Informazione dell'Università di Padova: «Oggi è il giorno dedicato a Giulia. Ricordiamoci che doveva essere l'ultima vittima di femminicidio, non è stato così. C'è ancora molto da fare contro la violenza di genere».

    Giada (rappresentate degli studenti): "Giulia doveva essere l'ultima vittima di femminicidio: così non è stato"

     

  • L’attesa del ministro Bernini

    Gino Cecchettin, il prefetto Messina, la rettrice dell’Università Mapelli e il sindaco Giordani sono in attesa dell’arrivo del ministro dell’Università Anna Maria Bernini nel cortile del Bo. Sono in silenzio, i volti tesi.

    Giada (rappresentate degli studenti): "Giulia doveva essere l'ultima vittima di femminicidio: così non è stato"

     

  • Arrivati sindaco e prefetto di Padova

    Al Bo il sindaco di Padova Sergio Giordani con la fascia tricolore e il prefetto della città del Santo Francesco Messina.

     

  • Giulia sarà iscritta all’Albo degli Ingegneri di Padova

    Dopo la laurea, arriverà l’iscrizione all’Albo degli Ingegneri per Giulia Cecchettin. Lo si apprende a margine della cerimonia di consegna della laurea al Bo.

  • Papà Gino Cecchettin è il primo ad arrivare

    E’ Gino Cecchettin, papà di Giulia, il primo ad arrivare al Palazzo del Bo per la cerimonia di consegna della laurea postuma alla figlia. Cecchettin, accolto dal personale dell’Università di Padova, non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti ed ha imboccato subito lo scalone che porta all’aula della cerimonia.

    L'arrivo di Gino Cecchettin al Bo
    L'arrivo di Gino Cecchettin al Bo

     

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova