Leonardo Maria Del Vecchio a Pulp Podcast: «Mio padre non mi avrebbe mai assunto». Ecco cosa ha raccontato

Il figlio del fondatore di Luxottica si racconta a Fedez e a Marra: dall’infanzia difficile alla successione, fino alla dipendenza dalle benzodiazepine e alla figlia Bianca. Ecco cosa è stato detto durante la puntata di Pulp Podcast 

Leonardo Maria Del Vecchio da Fedez
Leonardo Maria Del Vecchio da Fedez

Leonardo Maria Del Vecchio a Pulp Podcast è già un titolo. La confessione più pesante? La droga: «Il buio veniva colmato anche dalla droga», dice. «E finalmente lo posso dire.»

Il figlio del fondatore di Luxottica a tutto campo: passa dall'infanzia ai debiti, dall'eredità bloccata alla politica, “Meloni è sexy”, poi il rapporto con la droga, la politica, l’editoria («Voglio cambiare il mondo dell’editoria»), ancora sulla scuola e il futuro dell’Iitalia «gli artigiani che devono mandare i propri figli a studiare in Bocconi», alle 2000 donne con cui è stato passando ancora per l’amore per l’azienda del padre e via a valanga ancora sulla propria vita privata.

Nota di merito: è l’unico miliardario italiano ad avere due yacht battenti bandiera italiana, e dunque, a pagare «25 milioni più 10 milioni di euro di tasse allo Stato italiano» e incalza, «Sono un patriota romantico».

Ecco cosa ha detto Leonardo Maria Del Vecchio a Pulp Podcast. 

«Mi brucia l'esofago»

Del Vecchio distingue le due cose. La droga, spiega, serviva a un fine: porsi domande, capire chi fosse. Ma non vuole che diventi un alibi. «Le droghe ne sono la conseguenza», sostiene, e la causa è altrove. La dipendenza che porta ancora con sé, dice, è un'altra: «dalle benzodiazepine. Io soffro di insonnia e senza non riesco a dormire». Ammette che pronunciare quelle parole gli costa: «Mentre lo dico mi brucia l'esofago, perché sono una persona molto orgogliosa».

Sull'uscita dal tunnel non promette nulla. La luce, afferma, questa volta la vede, ma non è ancora riuscito ad afferrarla «con tutte le mie forze». A fargli cambiare passo è stata la figlia Bianca: «La mia notte è finita con Bianca».

Di lei racconta che «parla con gli occhi» e che la paternità è stata uno schiaffo «che ti libera da una realtà ricostruita».

L'infanzia e il padre

Il racconto parte da lontano. Aveva cinque anni quando mise su una canzone che i genitori ascoltavano spesso. La madre si alzò da tavola piangendo e se ne andò, e fu una zia a spiegargli che si stavano separando. «Pensi che un bambino di 5 anni sappia cosa vuol dire divorzio?», chiede. A diciotto anni, dice, fu mandato via di casa perché la ragazza che aveva portato non andava bene ai suoi. Dei castelli dorati, con cuochi, bodyguard, baby sitter e marinai, parla con ironia: sono i «first world problem». Ma sono state quelle persone, afferma, a crescerlo.

Sul padre, Leonardo Del Vecchio, il giudizio è diviso a metà. Da una parte «un uomo che ci ha dato tutto, non l'amore»; dall'altra la promessa fatta «davanti alla bara» di rispettarne le volontà, che non vuole presentare come un atto di eroismo.

«Non sono un eroe per rispettare il suo testamento», dice. E immagina che il padre sarebbe contrario alla maggior parte delle sue scelte: con barba, capelli lunghi e tatuaggi, scherza, non lo avrebbe nemmeno assunto.

L'eredità: «Si sta facendo guerra su 300 milioni»

La parte più delicata riguarda la successione: Fedez e Marra lo incalzano.

Del Vecchio ridimensiona la questione: a suo dire non è in discussione l'intero patrimonio, che indica in circa 40 miliardi, ma un legato da 300 milioni a una persona che il padre aveva voluto. «Non è che è bloccata l'eredità», sostiene, «si sta facendo guerra su 300 milioni».

 

Leonardo Maria Del Vecchio in studio
Leonardo Maria Del Vecchio in studio

Ricostruisce così, a modo suo, la dinamica. Chi contesta quel legato, dice, avrebbe già ricevuto la propria parte e punterebbe a cambiare la governance. Da qui il blocco dei dividendi, che colpisce tutti: il ragionamento che attribuisce agli altri eredi è «meglio che non li prendiamo noi piuttosto che li prenda lui». Nella conversazione il riferimento è a Francesco Milleri, vertice del gruppo, ma Del Vecchio precisa che per lui il punto non è il nome, né il rapporto personale: «Sono le volontà di mio padre».

Sul piano giuridico parla di cause legate al beneficio d'inventario, che definisce «rivoltante» e paragona al comportamento dei figli «di chi ha giocato le case a poker». Rivendica poi che l'operazione di scalata a Delfin, in questi anni, presupponeva proprio la chiusura della successione: era il rischio che si era preso per chiudere una vicenda «durata fin troppo».

Debiti, investimenti, Luxottica

Quanto ai conti, Del Vecchio non si sottrae. «Ho un miliardo di debiti», ammette, ma sostiene che ogni linea di credito sia stata concessa in base a un progetto. Dice di aver investito con il family office «più di mezzo miliardo di euro», quasi tutto in Italia, e di aver creato in tre anni duemila posti di lavoro, senza licenziare nessuno «se non i manager».

Per la sua leva immobiliare, MD Capital, cita una cifra sotto i 400 milioni.

Poi l'attacco al vertice di Luxottica, dopo le dimissioni da tutti i ruoli. Il titolo in Borsa, accusa, ha perso il 50%: «L'onda lunga di mio padre è finita. E non lo dico io, lo dice il mercato». Rivendica di aver portato Ray-Ban da 3 miliardi e 2 a 4,8 e fa un paragone che non lascia spazio a equivoci: se un manager fa meno 50, dice, a casa ci va lui. Quanto ai sindacati, conclude: «Miliardario, figlio di mio papà, quello che volete: io esco dall'azienda e la CGIL chiama».

Meloni «molto sexy» e il bacio di Robbie Williams

Poi, come in ogni puntata che si rispetti, arrivano le frasi che finiscono nei titoli. Interrogato sulle ambizioni politiche, Del Vecchio spiazza i conduttori: «Giorgia mi ha fatto avvicinare molto, ma questo è più personale che proprio politico». E subito dopo, tra le risate: «Sono innamorato di lei». Gli chiedono se sia da prendere alla lettera e lui rilancia: «Non mi fate fare un altro outing», con un riferimento ironico alla confessione di poco prima. Poi chiude il discorso: «Fantastica e molto sexy».

Il tono è quello della battuta, più che di una dichiarazione politica, e la conversazione torna subito sul governo, con una citazione di Andreotti («governare gli italiani non è difficile, è inutile»).

Più leggero l'aneddoto sulle star incontrate, che Del Vecchio chiude con una frase a bruciapelo: «Robbie Williams mi ha baciato. È stato molto romantico». Risate di Fedez.

È una puntata fatta di battute, di toni sopra le righe e di un'intimità raccontata senza filtri. Ma sulle tre cose che contano, la salute, i soldi di famiglia e Luxottica, Del Vecchio ha scelto di dire la sua, e lo ha fatto senza filtri. 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova