Scontri a Torino, brutale aggressione a un poliziotto padovano: preso a martellate dagli antagonisti
Le immagini mostrano un agente del Reparto Mobile di Padova accerchiato e aggredito da un gruppo di antagonisti durante gli scontri nei pressi del Campus Einaudi. Il poliziotto viene colpito con calci, pugni e un oggetto contundente, mentre è a terra e isolato, prima di essere soccorso dai colleghi

Un agente della Polizia di Stato in servizio al Reparto Mobile di Padova è stato circondato e brutalmente aggredito durante gli scontri avvenuti nei pressi del Campus universitario Einaudi, a Torino, nel corso di una manifestazione davanti all’Ateneo occupato.
In un video, ampiamente diffuso sui social, si vedono una decina di antagonisti accerchiare il poliziotto, colpirlo ripetutamente con calci e pugni e usare anche un oggetto contundente, che sembrerebbe un martello.
Contro l’agente viene puntata anche una luce laser verde. Finito a terra, l’operatore perde il casco e tenta di proteggersi il volto con le mani, prima di riuscire ad allontanarsi grazie all’intervento di alcuni colleghi. Gli aggressori si disperdono subito dopo.
Sull’episodio interviene con parole durissime la FSP Polizia di Stato di Padova. «Quanto accaduto a Torino rappresenta uno dei punti più bassi e più gravi mai toccati in materia di ordine pubblico», afferma Luca Capalbo, sottolineando come le immagini mostrino «un operatore rimasto isolato e aggredito mentre è già a terra, inerme e circondato».
Secondo la FSP, non si è trattato di tensioni improvvise né di eccessi legati al diritto di manifestare, ma di «violenza deliberata e organizzata contro un servitore dello Stato».
Un’azione che viene definita senza mezzi termini «un vero e proprio linciaggio».
«Chi colpisce un poliziotto a terra, chi usa oggetti atti ad offendere, chi agisce in gruppo contro un singolo operatore non è un manifestante, ma un aggressore», prosegue la nota, chiedendo che i responsabili vengano identificati e perseguiti «senza alcuna indulgenza».
Il sindacato esprime piena solidarietà all’agente del Reparto Mobile, augurandogli una pronta guarigione, ma denuncia anche «l’isolamento operativo e istituzionale» in cui troppo spesso viene lasciato il personale impiegato nei servizi di ordine pubblico. «È inaccettabile che nel 2026 un poliziotto possa essere accerchiato e massacrato sotto gli occhi di tutti, mentre si continua a parlare di episodi da contestualizzare».
«Questa non è solo una questione di ordine pubblico, ma di Stato di diritto», conclude la FSP Polizia di Stato di Padova, che chiede «risposte immediate, tutele reali, regole d’ingaggio chiare e una netta assunzione di responsabilità politica». «Chi indossa una divisa non può essere lasciato solo».
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