Si fa crescere la barba per somigliare all’amico e usare la sua patente

Scoperto a Oderzo dalla polizia locale l’uomo è stato denunciato per sostituzione di persona e guida senza documento

Rosario Padovano
La Polizia locale durante il controllo
La Polizia locale durante il controllo

 

Privo di patente si era fatto crescere barba e baffi per assomigliare, sempre di più, all’amico che gli aveva prestato il documento, un connazionale indiano che per il momento non è indagato.

Per sua sfortuna è stato smascherato durante un controllo da parte di un agente della Polizia locale. «Lei non è la persona della foto. Dobbiamo denunciarla». L’automobilista è stato quindi denunciato per sostituzione di persona e guida senza patente. Infatti, non l’aveva mai ottenuta. L’episodio è avvenuto l’altro giorno, in una zona abbastanza centrale di Oderzo, lungo la Postumia. Da tempo la Polizia locale dispone di agenti molto preparati che formano una piccola squadra anti contraffazione.

«Il nostro agente è stato particolarmente scaltro. Pur appartenendo a un’etnia diversa l’automobilista a prima vista poteva essere scambiato per l’individuo della patente, ma non era così – ha spiegato il comandante Andrea Marchesin – mi complimento con gli agenti municipali perché hanno fatto un ottimo lavoro».

L’automobilista era sicuro di farla franca. Infatti non aveva mostrato alcun segno di nervosismo. Ha consegnato la patente (dell’amico) e ha atteso che gli agenti la restituissero. Lo hanno fatto, ma solo dopo la notifica delle denunce. «Ora questa patente può restituirla all’amico suo» ha spiegato l’agente accertatore.

Il controllo fotografa per Oderzo e l’intero opitergino una realtà preoccupante. Ci sono troppi automobilisti che circolano senza avere completato gli studi per la patente, e quindi sono delle potenziali bombe alla guida delle autovetture più veloci.

Da tre anni a questa parte, inoltre, gli agenti municipali sono specializzati nell’individuazione delle patenti fasulle, realizzate molto spesso in 3D. Un problema sottovalutato, dietro cui si nascondono organizzazioni malavitose che possono chiedere all’automobilista anche centinaia di euro in cambio del documento contraffatto.

Molti però sono anche gli stranieri che si sottopongono a studi regolari, nelle scuole guida del territorio. Negli ultimi mesi gli agenti del comando opitergino hanno anche “prestato” le loro conoscenze agli agenti di altri comandi, perché su migliaia di persone che circolano perle strade, sicuramente qualcuno guida senza aver mai fatto esami. E quando circolano automobilisti senza patente il rischio di provocare incidenti decolla. Sulla multa che dovrà pagare il denunciato si pronuncerà direttamente la Prefettura di Treviso. Richia un paio di stipendi, come minimo. 

 

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