Sospesa la prof che ha tagliato una ciocca di capelli a due studentesse

La professoressa di italiano che ha tagliato le ciocche di capelli a due studentesse di scuola media Bellini di Carpenedo di Mestre è stata sospesa in via cautelativa dal servizio: ora rischia il licenziamento

Maria Ducoli
La scuola media Bellini di Mestre
La scuola media Bellini di Mestre

È stata sospesa in via cautelativa, l’insegnante che ha tagliato i capelli a due alunne. L’indagine interna avviata dalla dirigente prima, il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico poi, hanno portato solo pochi giorni dopo alla decisione di allontanare la supplente di italiano dalla scuola media Bellini.

La sospensione

Oggi, 20 aprile, la riunione fiume. Attorno al tavolo, nell’ufficio della preside Antonina Randazzo, non solo la supplente arrivata alla Bellini poco più di due settimane fa, ma anche le due studentesse di terza media coinvolte e i loro genitori. L’insegnante avrebbe ammesso subito le proprie responsabilità e, nella stessa giornata, è stato coinvolto anche l’Ufficio scolastico regionale (Usr).

«Il procedimento è stato avviato», ha spiegato il direttore regionale Marco Bussetti, «Vista la complessità ho chiesto che venisse attivata la sospensione cautelativa». Sarà proprio Bussetti, nei prossimi giorni, a decidere il da farsi, una volta conclusa l’istruttoria della scuola. «Abbiamo provveduto, insieme all’Usr, per quanto è di nostra competenza», ha dichiarato la dirigente. Dopo la sospensione, qualora si verificasse la presenza di profili penali, per la docente potrebbe arrivare anche il licenziamento.

Sul caso potrebbe indagare anche la Procura, se i genitori delle due studentesse decidessero di sporgere denuncia. Il rischio, per la prof, è quello di incorrere nei reati di violenza privata e abuso dei mezzi di correzione e disciplina. Di certo c’è che la macchia della sospensione finisce dritta nel fascicolo dell’insegnante, che se la porterà con sé.

La prof: l’impegno sociale e politico

La prof di italiano è una mestrina di 55 anni, arrivata alla scuola media Bellini per sostituire una collega in maternità. Precaria, è stata chiamata dalle graduatorie provinciali. Un volto noto in città visto il suo impegno su diversi fronti sociali e civili. In passato aveva fatto parte dello staff di segreteria di ministro veneto.

Anche per questo suo impegno, l’episodio avvenuto in classe, nei giorni scorsi, ha suscitato sorpresa e stupore perché tutti i suoi conoscenti la descrivono come una persona corretta e appassionata del suo lavoro.

L’episodio

L’episodio, che risale alla scorsa settimana, sarebbe legato alla richiesta, da parte di una delle due allieve, di spiegazioni rispetto alla lunghezza di un riassunto. Una richiesta che avrebbe suscitato la sconcertante reazione della docente che, una volta avvicinata al banco, avrebbe impugnato le forbici e tagliato dieci centimetri di capelli alla ragazzina. Una seconda allieva avrebbe solidarizzato con l’amica, subendo la stessa sorte.

Restano i dubbi

Nel raccontare l’accaduto, il condizionale è d’obbligo perché la professoressa ha, sì, ammesso il gesto ma la lettura del suo comportamento da parte degli studenti avrebbe avuto due interpretazioni diverse. Il giorno dopo il taglio dei capelli in classe, infatti, i ragazzi di terza media hanno portato all’insegnante un mazzo di fiori per scusarsi del loro comportamento, che l’avrebbe portata a perdere le staffe. «Gli studenti mi hanno detto che anche loro erano stati al gioco», aveva ammesso un’altra insegnante della Bellini.

Le reazioni

Lo sconcerto fa da protagonista nelle chat Whatsapp dei genitori, ancora sconvolti per l’accaduto. Ma anche arrabbiati e non solo perché comportamenti del genere non sono ammissibili ma anche perché, fanno notare, la scuola è fatta anche di insegnanti appassionati, progettualità lodevoli, percorsi che permettono ai loro figli non solo di apprendere, ma anche di crescere. Sull’accaduto prende parola anche l’assessora regionale alla scuola, Valeria Mantovan: ««La scuola deve essere, prima di tutto, un luogo sicuro, rispettoso e inclusivo, in cui ogni studente possa crescere serenamente, tutelati nella propria dignità personale e integrità fisica. Qualsiasi comportamento che si discosti da questi principi è inaccettabile e non può trovare alcuna giustificazione. - Qualora i fatti venissero confermati nella loro interezza, ci troveremmo di fronte a un gesto estremamente grave» conclude. 

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