Tragedia nel Tagliamento: padre si tuffa per salvare i figli e muore annegato

L’allarme è stato lanciato da passanti dopo aver notato alcune persone in difficoltà nel fiume sotto il viadotto dell’autostrada A4: uno dei bambini ha riportato una grave sindrome da annegamento, ma è fuori pericolo. Agshin Azizov, di 38 anni, era con la famiglia sul Tagliamento a Ronchis. Pur non sapendo nuotare, quando li ha visti in pericolo ha cercato di aiutarli. La moglie in ospedale sotto shock

Simone Narduzzi

La corsa e poi il tuffo, disperato, contro la corrente che minacciava di inghiottire due giovani vite. Quelle dei suoi due figli, entrambi minorenni. Non ci ha pensato due volte, così, Agshin Azizov, classe 1988, cittadino dell’Azerbaigian e rifugiato politico sul territorio, a Campolongo al Torre: si è gettato nel Tagliamento.

Nei successivi, frenetici istanti, ha perso la vita. I figlioletti, miracolosamente, sono riusciti a salvarsi.

Il più piccolo, contro cui il fiume si era scagliato con maggior veemenza, dopo il trasporto all’ospedale di Udine è stato dichiarato fuori pericolo.

La tragedia si è consumata nel pomeriggio di sabato, a Ronchis, all’ombra del ponte che segna il passaggio dell’autostrada A4 tra Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Padre si tuffa per salvare i figli e muore annegato: la ricostruzione della tragedia

Il contesto

Un sabato in riva al fiume, un picnic: nutrito il gruppo di persone che ieri aveva guadagnato spazio in un piccolo boschetto a pochi passi dal Tagliamento, al riparo dal sole. Un paio di sedie a sdraio, i giocattoli di stagione: delle pistole ad acqua, le stesse che poi sarebbero rimaste lì, incustodite sul greto, una volta conclusi gli interventi dei soccorritori.

Oggetti che aiutano a delineare il contesto, di serena convivialità, che poco prima delle 16 è andato rapidamente a incrinarsi. Stando alle prime ricostruzioni, i due figli del trentottenne stavano giocando su un materassino gonfiabile che, spinto dalla corrente, li ha portati verso la sponda opposta del fiume, dove si è rovesciato.

Con i due fratellini, a divertirsi, in acqua, c’era anche una bambina, loro conoscente, che non aveva preso posto sul materassino.

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L’intervento

Quando il padre ha visto i piccoli cadere in acqua si è lanciato nel Tagliamento ma, secondo gli investigatori, perché non sapeva nuotare o per il panico che lo avrebbe sopraffatto, è finito sott’acqua, senza riuscire nemmeno ad afferrare un bastone che la moglie e altri bagnanti gli avevano lanciato dalla riva, nel disperato tentativo di riportarlo verso terra, vistolo in difficoltà.

Mentre il trentottenne veniva inghiottito dal fiume, i bambini sono riusciti quasi miracolosamente a raggiungere autonomamente la sponda. Il più piccolo è apparso privo di sensi; la sorella maggiore, terrorizzata, piangeva e chiedeva aiuto. Così li avrebbero trovati i vigili del fuoco di Latisana dopo aver attraversato a nuoto il Tagliamento, largo in quel tratto una trentina di metri.

L’allarme

A far scattare l’allarme alcuni automobilisti in transito sul viadotto della A4, i quali si sono rivolti al 112 dopo aver osservato lo svolgersi della scena. La sala operativa del comando di Udine è stata allertata dalla Sores qualche minuto dopo le 16.

Sul posto, di conseguenza, sono stati inviati la squadra del distaccamento di Latisana, la squadra Sfa (Soccorritori fluviali alluvionali) della sede centrale del comando friulano, Drago, l’elicottero del Reparto volo del comando dei vigili del fuoco di Venezia, con a bordo due sommozzatori, i sommozzatori del Nucleo regionale di soccorso subacqueo acquatico di Trieste e un’ulteriore squadra dotata di battello pneumatico del distaccamento di Portogruaro.

A far parte dell’ingente squadra anche i carabinieri della Compagnia di Latisana, un velivolo sanitario, l’automedica con l’ambulanza.

I vigili del fuoco di Latisana, in particolare, dopo aver raggiunto il bambino hanno constatato che era ancora vivo: respirava autonomamente, ma era in stato catatonico. I soccorritori hanno subito praticato le manovre di disostruzione, così da espellere l’acqua ingerita e riprendere coscienza.

Pochi istanti dopo sul luogo è arrivato l’elicottero sanitario inviato dalla centrale operativa Sores Fvg. Con il verricello sono stati calati un tecnico di elisoccorso e un medico rianimatore che hanno stabilizzato il piccolo prima del trasferimento in volo all’ospedale di Udine.

Il recupero

Contemporaneamente sono scattate imponenti ricerche del disperso. Il corpo dell’uomo è stato individuato poco distante da dove i suoi bambini erano riusciti a scampare alla tragedia, imprigionato in uno strato melmoso.

Per lui non c’è stato niente da fare. Il figlioletto, una volta giunto all’ospedale di Udine, è stato trasferito in pediatria per dei controlli: fortunatamente, non presentava segni di annegamento, come inizialmente si era ipotizzato. Anche la moglie di Azizov è stata condotta al nosocomio udinese, visto il forte shock cui si è ritrovata a dover far fronte.

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