Uccisa a coltellate dal nipote, le lacrime degli alunni: «Faremo l’esame per lei»
I fiori dei ragazzini davanti alla casa. La preside: «Venerdì non era a scuola»

Un punto di riferimento per la città di San Stino e per i suoi amati studenti che ieri, davanti alla villetta dell’insegnante, hanno lasciato un cartello che racconta più di tante parole il forte legame che l’insegnante di italiano era riuscita a creare: «Cercheremo di fare un bell'esame, in modo che lei possa essere orgogliosa di noi. Rimarrà sempre nei nostri cuori».
Prof stimata
Una vita passata tra i banchi della scuola media cittadina, Guerra ha accompagnato e cresciuto, sempre con il suo stile e il suo garbo, diverse generazioni di residenti a San Stino.
Cinquantatré anni, appassionata dell’insegnamento, capace di ascoltare per davvero le esigenze dei ragazzi e delle ragazze che si trovava di fronte in classe: per loro era diventata una maestra di vita oltre che di italiano, riuscendo a trasmettere valori oltre alle nozioni.
Per questo domenica, di fronte a quella casa dove viveva da sola, trascorrendo una vita riservata e lontano dal clamore, i suoi studenti hanno voluto ricordarla con un fiore e con parole così affettuose e piene di significato. Un segno tangibile per un dolore e un’incredulità che hanno scosso i suoi studenti, attoniti davanti a quel muretto in mattoni in via Fratelli Cervi, nel profondo. Li aveva preparati per tutto l’anno scolastico ad affrontare l’esame di terza media.

Era stata al loro fianco. Poi venerdì non si era presentata a scuola. Circostanza anomala che in effetti aveva destato particolare stupore, poi trasformatosi in preoccupazione quando con il passare delle ore nessuno tra colleghi e conoscenti era riuscito a mettercisi in contatto. Nessuno, però, avrebbe potuto pensare ad un simile epilogo.
Il dolore dei colleghi
«Sono ancora sconvolto per la telefonata che mi ha fatto mia figlia», racconta un genitore di uno studente, lungo la strada, «”Papà, hanno ucciso la mia insegnante di italiano”, così mi ha detto».
Una colonna, un punto di riferimento. Un faro per i suoi studenti. Quello di domenica è il momento della disperazione. La dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di San Stino, Maria Naressi, ha trascorso il pomeriggio a interrogarsi sull’accaduto.
«Una persona che era un punto di riferimento per tutta la scuola. Io sulla dinamica non posso dire nulla e in accordo con l’amministrazione comunale la scuola non rilascia alcuna dichiarazione».
Poi aggiunge: «Venerdì non si era presentata a scuola, lo confermo, ma su questo punto io non parlo. Non si può, a indagini in corso». Infine un ricordo personale per la sua collega. «È giusto che gli studenti la ricordino. Infatti era un punto di riferimento per tutta la comunità di San Stino. Ricordarla adesso? Io non so, non adesso. Ma lo faremo. Quando sarà il momento ricorderemo questa insegnante».
Gli ex studenti
Il contesto scolastico a San Stino è molto tranquillo, un ambiente di prim’ordine dove la formazione resta al primo posto. E la professoressa 53enne era una roccia in questo.
Persona apparentemente timida, era un’insegnante che si faceva rispettare. Insegnava le materi classiche, dall’italiano alla storia, dalla geografia alla geopolitica, illuminando l’interesse dei suoi alunni.
«Nelle interrogazioni? Ammetto», riferisce un ex studente delle medie, «che non era proprio semplice rispondere alle sue domande. A suo modo era un’insegnante severa che pretendeva la giusta preparazione dai suoi alunni». L’ insegnante, proprio per la sua preparazione e per come aiutava gli studenti nella loro preparazione, era molto amata da tutti i genitori.
Fuori dalla scuola Chiara Guerra era una persona in apparenza timida, rispettosa, molto educata coi vicini, si preoccupava. Il suo pensiero principale era per papà Angelo e mamma Rosanna che sono ospiti nelle rispettive case di riposo. Poi una dolcezza di fondo, dietro alla quale si nascondeva la grinta di un’insegnante determinata al bene dei suoi ragazzi.
Il pensiero comune anche sui social è quello di una donna dal carattere rigoroso, una persona seria e perbene. «Cara prof, mancherai ai nostri ragazzi. Non lo meritavi».
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