Otello «Renato» Pighin, l’esperto di esplosivi amico dei gesuiti

Ingegnere e ufficiale di artiglieria, fu il promotore di una serie di attentati a caserme, sedi fasciste e naziste e sabotaggi di ponti e ferrovie. Catturato dalla Banda Carità e rinchiuso a Palazzo Giusti, muore dopo alcuni giorni all’età di 33 anni
PIEROBON - RITRATTI ANPI - RENATO PIGHIN
PIEROBON - RITRATTI ANPI - RENATO PIGHIN

PADOVA. Con il nome di battaglia di Renato, unendo grandi capacità tecniche - era ingegnere ed era stato ufficiale di artiglieria - ad un coraggio personale eccezionale, Otello Pighin era diventato l’uomo di fiducia di Egidio Meneghetti: come lui era un militante del Partito d’Azione. Renato riuscì ad organizzare, utilizzando anche una rete di collaboratori interni all’università che gli forniva esplosivi, reagenti, materiali vari provenienti dai laboratori, una serie incredibile di attentati a caserme, sedi fasciste e naziste, danneggiamenti alle ferrovie e ai ponti.

Tutte queste operazioni che da Renato erano ideate e progettate erano affidate a squadre di studenti, operai, intellettuali; singolare è la collaborazione che Pighin riuscì a realizzare con alcuni religiosi gesuiti del Collegio Universitario Antonianum; con Don Giovanni Apolloni, un gesuita che insegnava matematica, Otello Pighin ebbe un rapporto di collaborazione operativa e grande stima.

Renato era nato a Lusia, nel Rodigino, nel 1912; aveva studiato Ingegneria a Padova e in quell’università era assistente di macchine. Fu arrestato una prima volta nell’aprile 1944, ma riuscì a fuggire, riprendendo subito la sua attività clandestina. E’ alle terribili capacità di infiltrazione della Banda Carità, formazione di fascisti prevalentemente toscani aggregati alle SS, impegnata con drammatici successi nell’ azione di disarticolazione dei gruppi dirigenti della Resistenza padovana e veneta, che si deve la cattura di Otello Pighin. Un delatore che militava nel suo stesso partito lo vende ai fascisti: attirato in un tranello e ferito a morte Pighin viene trasportato nella prigione di Palazzo Giusti nello stesso giorno in cui Carità ha catturato quasi l’intero CLN Regionale . Dopo un paio di giorni Renato muore all’ospedale militare tedesco di Abano. Aveva 33 anni, era sposato e aveva una bambina piccolissima.

Otello Pighin Renato è decorato di Medaglia d’Oro al valor Militare alla memoria. Nel 1963 il regista Gianfranco De Bosio, già partigiano combattente, ha dedicato un bel film - «Il Terrorista» - alla figura di Pighin: nel film Renato è l’attore Gian Maria Volontè.

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