Provincia occupata dai dipendenti che temono per il loro futuro

PADOVA. Fino a lunedì i dipendenti della Provincia staranno in assemblea permanente, nella Sala del Consiglio di palazzo Santo Stefano. Si fermeranno anche di notte, con 25 lavoratori pronti a darsi il turno pur di far proseguire l'occupazione. Analogamente a quanto deciso dai dipendenti della Provincia di Firenze che hanno occupato, ieri nel corso di un'affollata assemblea le Rsu di Cgil e Usb, hanno votato a maggioranza per questa iniziativa di protesta.
Nella Sala del Consiglio della sede della Provincia in piazza Antenore, ieri mattina si sono riuniti circa 150 lavoratori che da mesi chiedono all'amministrazione provinciale di conoscere cosa li aspetta nel futuro ormai prossimo. Dal primo gennaio 2015 la riforma avviata con la legge Delrio trasformerà le Province italiane in enti di secondo livello - assimilabili ai consorzi tra Comuni - ridimensionandone il ruolo e le funzioni. Né la giunta di Barbara Degani, né il vicepresidente Mirko Patron (alla guida dell'ente da aprile a settembre), né l'attuale presidente Enoch Soranzo (in carica dal 14 ottobre) hanno saputo dare ragguagli ai rappresentanti dei lavoratori, con cui pure era stato siglato un accordo per comunicare tutte gli aspetti (occupazionali e di servizio) riguardanti il riordino della Provincia.
D'altra parte, come ricordato giovedì mattina da Soranzo durante lo scambio di auguri al personale, per gli stessi amministratori è stato difficile (per non dire impossibile) fornire informazioni precise sulle future funzioni dell'Ente (molte delle quali dovrebbero passare in capo a Comuni e Regione), sugli uffici da mantenere e quelli da chiudere, su quanto personale verrà mantenuto alle dipendenze di palazzo Santo Stefano, quanto passerà ad altri enti pubblici e quanto sarà invece destinato a finire in mobilità.
Dopo aver proclamato lo stato di agitazione, la settimana scorsa, negli ultimi giorni la questione si è fatta sempre più pressante. Fino al voto di ieri mattina che ha visto però lo smarcamento di Cisl Fp e Uil Fpl, le cui Rsu sono state “richiamate” all'ordine dalle rispettive sigle confederali (che tuttavia il giorno prima avevano letto a Soranzo un comunicato congiunto insieme al segretario provinciale di Fp Cgil). «Siamo pronti a portare a termine questa occupazione simbolica, dandoci i turni anche di notte», ha confermato Giuditta Brattini, Rsu di Usb, «perché non è possibile che a due settimane dalla trasformazione dell'ente non sappiamo ancora nulla sul nostro futuro né sui servizi che dovremo garantire ai cittadini».
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