Sicurezza a Padova, stop alle pattuglie miste con l'Esercito

PADOVA. Stop all'operazione "Strade Sicure". Stop alle pattuglie miste con carabinieri, polizia e militari dell'Esercito. La notizia è arrivata ieri a tutte le Questure del Veneto attraverso un preavviso del Ministero della Difesa. Una comunicazione con cui si rendeva noto che dal 1 gennaio non saranno più garantite le note pattuglie con soldati e forze dell'ordine locali. I militari si occuperanno solo di "obiettivi sensibili" e "presidi fissi" ma non più di perlustrazione.
Basta camionette per le strade quindi e anche questo dovrebbe essere un effetto del taglio dei finanziamenti alle missioni dopo l'approvazione del maxi emendamento da parte del Governo Renzi.
Luglio 2008: l'allora ministro della Difesa Ignazio Larussa annunciava in grande stile l'arrivo dei soldati dell'Esercito per pattugliare le strade di Padova (operazione lanciata anche a Milano, Roma e Napoli). Annuncio rilanciato con fierezza anche dagli esponenti locali Giustina Destro, Filippo Ascierto, Raffaele Zanon e Enrico Pavanetto. Tecnicamente è stato l'avvio della campagna elettorale del centrodestra che si preparava alla sfida Marin-Zanonato del 2009. Ma l'assist fatto dall'allora Governo Berlusconi alla destra padovana, non è mai stato abolito. E con proroghe di sei mesi in sei mesi, le pattuglie miste con i militari dell'Esercito sono diventate una realtà con cui le forze dell'ordine dovevano fare i conti quotidianamente.
È stata chiamata "Operazione Strade Sicure" e prevedeva l'uscita delle jeep militari con i soldati a bordo e un poliziotto o un carabiniere. Soldati con la mimetica presidiavano la stazione, il listòn e i quartieri. Ma questo tipo particolare di servizio non è mai stato gradito da chi con i soldati ci doveva lavorare.
«Il Governo ha deciso di destinare 40 milioni di euro al proseguo dell'operazione "Strade Sicure"» protestavano i sindacati di polizia Sap e Siulp l'anno scorso. «Con quella cifra si potrebbe sistemare il parco auto di tutte le questure d'Italia. Sono soldi buttati al vento. Si preferisce mandare le camionette in giro per la città e anche di fronte agli esiti irrilevanti di questa attività nessun politico se la sente di fare retromarcia». Dopo sette anni sono stati ascoltati.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova









