Allarme bomba a Padova, indagine sul server per trovare Alice e Alberto

PADOVA. La freccetta colorata di verde che indica la presenza di un “love box” è ancora lì, collocata dal satellite tra via San Clemente, via Fiume e piazza dei Signori. Alberto e Alice l’hanno piazzata pochi passi da dove, un anno fa, si sono dati il primo bacio. Ad un anno di distanza Alberto e Alice sono ricercati dai carabinieri perché quello che per loro era un semplice “love box”, sabato mattina è stato scambiato per un ordigno esplosivo in piazza dei Signori. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti sul server di Geocaching, la caccia al tesoro social da cui è nato tutto questo enorme equivoco. Gli uomini dell’Arma vogliono i dati anagrafici di Alberto e Alice. In ballo c’è una denuncia per procurato allarme.
L’allarme anti terrorismo. Alle 9 di sabato mattina è arrivata la telefonata di allarme: un ambulante ha denunciato la presenza di un oggetto molto simile ad un ordigno esplosivo in una grata della chiesa di San Clemente, in piazza dei Signori, nel giorno del mercato. I carabinieri sono accorsi in massa, seguiti anche da polizia e vigili urbani. Hanno transennato la piazza per impedire l’accesso ai pedoni e hanno fatto sgomberare tutti gli ambulanti. Quasi due ore ad alta tensione con l’intervento degli artificieri che hanno fatto brillare il presunto ordigno. Gli investigatori dell’Arma hanno scoperto però che la realtà era ben diversa da quella sospettata all’inizio.
Risolto il giallo. I militari hanno trovato infatti un bigliettino d’amore che faceva riferimento a questa caccia al tesoro organizzata sul web attraverso il social network Geocaching. Basta effettuare l’iscrizione al portale per trovare ancora traccia del gioco che ha tenuto una piazza bloccata per oltre tre ore. L’applicazione per iPhone ma anche il sito, offrono la possibilità di effettuare la ricerca per città. Esaminando la mappa di Padova si trova ancora la freccia verde posizionata proprio lì dove sabato mattina è scattato l’allarme anti terrorismo. Alberto e Alice, dotati di codice identificativo, scrivono: “Il nostro primo cache in ricordo del nostro primo bacio”. L’attività viene circostanziata con alcuni valori che ne indicano la difficoltà, le dimensioni e le caratteristiche del terreno (in questo caso la piazza). I due innamorati si spingono anche oltre e inseriscono un indizio: “I cuori dentro al cerchio indicheranno la strada... magnetico”. Infatti basta osservare la parete della chiesa di San Clemente per notare un ciondolino rosso con all’interno un cuore. Lì Alberto e Alice si sono dati il primo bacio e lì hanno deciso di nascondere il loro “love box”.
L’indagine dei carabinieri. Tuttavia l’autorità giudiziaria non ci trova nulla di romantico e tantomeno di divertente. In un periodo di allarme generalizzato legato al terrorismo, con le forze dell’ordine chiamate a riunirsi ogni settimana in Prefettura, con la lista degli obiettivi sensibili in ogni pattuglia di polizia e carabinieri, piazzare un tubo di plastica di con nastro adesivo e fili d’acciaio vicino a una chiesa ha un peso. È questo il principio che ha spinto gli investigatori dell’Arma a richiedere i dati di Alberto e Alice al server del sito da cui è nato tutto.

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