Galletti porta a Roma l’emergenza C&C

A giorni un tavolo tecnico fra ministero e Regione per accelerare la bonifica della fabbrica dei veleni di Pernumia
Di Cristiano Cadoni
Monselice (PD), 26.01.2015 Visita ministro dell'ambiente Gianluca Galletti all'hotel Blue Dreamph. Zangirolami Nella foto: la C&C
Monselice (PD), 26.01.2015 Visita ministro dell'ambiente Gianluca Galletti all'hotel Blue Dreamph. Zangirolami Nella foto: la C&C

PERNUMIA. Sei minuti sei, non un secondo di più. Il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti entra con cautela ed esce a passo svelto dai capannoni malconci della C&C che contengono a stento 52 mila tonnellate di fanghi minacciosi e maleodoranti. Appena fuori, riprendendo a respirare regolarmente dopo l’apnea tra le sabbie velenose, annuncia che il governo convocherà a giorni la Regione per un tavolo tecnico che dovrebbe accelerare le operazioni di disinnesco della bomba ecologica di via Granze, possibilmente prima che il prossimo nubifragio faccia lievitare ancora il conto già salatissimo (si parla di 12 milioni di euro) degli interventi necessari. È la promessa che i sindaci aspettavano.

Dalla visita del ministro, che dura mezz’ora in tutto, nessuno si aspettava soluzioni pronto-uso. Anche perché è ormai chiaro quello che si deve fare con l’eredità dell’azienda di riciclaggio, attiva dal 2002 al 2005 nel riciclaggio di rifiuti speciali provenienti da industrie chimiche, siderurgiche e termoelettriche. «Qui bisogna prima di tutto rinforzare i muri dall’esterno, dove stanno cedendo», spiega il presidente del Consorzio di bacino Padova 3 Simone Borile, mentre si attende l’arrivo di Galletti. «Dopo l’ultima ondata di maltempo abbiamo speso 50 mila euro per rimettere in sesto la struttura. I muri soffrono la spinta dei fanghi, alla lunga non reggeranno». E non è l’unico problema. La copertura è stata rifatta parzialmente, ma un’altra parte minaccia di volar via. E il canale Vincenzone passa trenta metri più in là: quando la pioggia è abbondante - due o tre volte all’anno - i fanghi scivolano nell’alveo o l’acqua sale e se li prende.

Intanto arriva Galletti. Alla sinistra del ministro c’è il senatore Antonio De Poli, vicesegretario vicario Udc. Alla destra c’è Stefano Peraro, consigliere regionale. Ad attenderli c’è il sindaco Luciano Simonetto, che fa gli onori di casa, compatibilmente con la situazione, il sindaco di Bagnoli Roberto Milan e l’assessore all’ambiente di Battaglia Massimo Donà. Il gruppo posa per le foto di rito - alle elezioni non manca molto e una passerella fa comunque curriculum - e poi si infila nel tunnel plastico allestito per contenere le dispersioni di polveri durante le operazioni di carico e scarico delle sabbie. Quello che c’è dentro fa paura. I cumuli non si contano, anche se il consorzio ha convenzionalmente diviso i rifiuti in otto parti per procedere con la bonifica, che ha già avuto inizio. Superato lo stupore, il ministro chiede cosa si può fare. Borile ha la risposta svelta: «Mettere in sicurezza l’edificio è la prima mossa. Poi dobbiamo bonificare. Parte del materiale può finire in discarica. L’altra parte (pericolosa perché ad alto contenuto di metalli, più o meno i due terzi delle 52 mila tonnellate, ndr) deve essere sottoposta a pre-trattamento. Dobbiamo verificare che qualcuno, in Europa, sia disposto a prendersela. Alla fine pensiamo di recuperare la struttura». Servono 12 milioni - ma questo nessuno lo dice a Galletti - la Regione a fine anno ne ha stanziato uno e mezzo che si somma ai 700 mila euro già ottenuti dal Comune. Un bando di gara per la bonifica è già aperto, per fine febbraio si attendono le offerte. I tempi sono inevitabilmente lunghi. Ma dopo dieci anni l’importante è che qualcosa si muova.

«Una situazione di questo genere mette tristezza», dice il ministro. «Dobbiamo trovare le risorse per rimediare. Ma anche lavorare perché si diffonda una cultura dell’ambiente e della legalità. Non ho promesse da offrire, ma lavoreremo al tavolo tecnico per capire se si può fare presto. La Regione si è già mossa. Il governo sta facendo la sua parte, basti pensare che abbiamo aperto cantieri per un miliardo sul fronte del dissesto idrogeologico». De Poli, sempre vicino, aspetta il suo turno davanti alle telecamere per ringraziare pubblicamente il ministro e ribadire che «c’è attenzione per i temi nazionali ma anche per quelli locali». Il sindaco di Pernumia, poco più in là, fa capire che lui comunque continuerà a dormire male, «soprattutto quando piove e il livello del canale si alza, perché è una situazione devastante, l’avete vista tutti».

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