Alpini in città, ipotesi di adunata: «La organizzeremo entro il 2020»

I presidenti delle sezioni del Triveneto hanno votato per il 2017 Treviso. Lino Rizzi (Ana): «Accettiamo la scelta, ma riproveremo perché lo vogliamo noi e anche il sindaco»
MOSER BASSANO DEL GRAPPA RADUNO DEL TRIVENETO DELLE PENNE NERE AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM
MOSER BASSANO DEL GRAPPA RADUNO DEL TRIVENETO DELLE PENNE NERE AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM

PADOVA. «Alpini a Padova entro il 2020». Questa volta è andata buca, l’adunata nazionale delle penne nere nel 2017 non si terrà nella Città del Santo: Padova è stata di poco superata da Udine, mentre in pole position c’è Treviso, la città più votata dai presidenti delle ventiquattro sezioni del Triveneto riuniti a Conegliano. Padova però non si scoraggia e punta ad accaparrarsi il meeting nazionale entro il 2020.

L’adunata di quest’anno si tiene a L’Aquila, quella del 2016 ad Asti, sul piatto ci sono i prossimi tre anni: il ritorno in Veneto è necessario e auspicato anche dalla Regione, specialmente in un momento in cui si investono molti milioni di euro per recuperare la memoria storica, restaurando ponti antichi come quello di Bassano, rispolverando monumenti e trincee seminascoste tra l’erba, ricordando alle nuove generazioni cosa accadde tra il ’15 e il ’18.

La concorrenza di Treviso, però, era difficile da battere e si sapeva già da un pezzo, perché il Montello, il Grappa, sono alcuni dei luoghi simbolo della Grande Guerra di cui si apre il centenario e il 1917 un anno nel quale nelle zone bagnate dal Piave, la memoria storica è forte più che mai. L’adunata nazionale verrà spalmata tra Treviso, Vittorio Veneto, Conegliano, Valdobbiadene. Nonostante ciò però, Padova ce l’ha messa tutta: l ’Associazione Nazionale Alpini, per bocca del suo presidente Lino Rizzi, ha tenuto alta la bandiera della città. «Ero presente sabato alle votazioni», spiega, «e ovviamente ho parteggiato per Padova. Purtroppo la preferenza è andata a Treviso. Adesso però non è finita, perché dev’essere ratificata dal consiglio direttivo nazionale e dunque vedersela con le altre parti d’Italia. Padova è saltata, a malincuore, poi ci si è messa Udine di mezzo». I friulani hanno rivendicato il contributo di morti e di patimenti per le popolazioni civili, eppure Padova, come non ha mancato di ricordare di recente il sindaco Massimo Bitonci, è stata sede della firma dell’Armistizio che pose fine alla Grande Guerra.

L’ultima adunata si è tenuta nel 1998, quando la città accolse con grande calore gli alpini, mentre nel 2018 ricorre il Centenario della Vittoria. «Effettivamente i presidenti danno generalmente la precedenza alle sezioni con una forte motivazione storica e Padova nel 2017 ne ha meno di Treviso, che assieme a Vicenza e al Friuli ha più riferimenti in questo periodo. Abbiamo accettato democraticamente e serenamente la scelta, tenteremo ancora, la speranza è di farcela entro il 2020». Prosegue: «Ci tengo io, ci tiene il sindaco e ci contano anche tutti i cittadini». Sarà insomma una corsa contro il tempo, perché anche i due anni successivi, il 2018 e il 2019, sono carichi di aspettative da parte di altre città e regioni, tra cui Trento e Lombardia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova