Nel 2015 più assunzioni a tempo indeterminato

In provincia crescono del 40 per cento i contratti stabili, in calo quelli di lavoro intermittente
Nel 2015 in provincia di Padova diminuiscono i contratti di tipo parasubordinato
Nel 2015 in provincia di Padova diminuiscono i contratti di tipo parasubordinato

In attesa di toccare con mano gli effetti del Jobs Act approvato dal governo Renzi poco più di un mese fa, la ripresa economica si manifesta nel mercato del lavoro sotto forma di ripresa delle assunzioni a tempo indeterminato. I primi dati disponibili per il 2015 sono quelli forniti da Veneto Lavoro e indicano una sensibile crescita dei contratti stabili fra gennaio e febbraio (quasi 34.600, 10 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2014, con una variazione del 40 per cento). La trasformazione di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, partita lentamente a gennaio, ha fatto registrare un progressivo recupero. Crescono, seppure di poco, anche i contratti a tempo determinato (+5 per cento) la cui incidenza sul totale delle assunzioni resta molto alta. E sono in aumento anche i tirocini (+14 per cento). In calo, così come già alla fine dell'anno scorso, i contratti di apprendistato (-7 per cento), quelli di lavoro intermittente (-12 per cento) e le assunzioni con rapporti parasubordinati, in particolare le collaborazioni a progetto (-23 per cento).

E proprio sui contratti a progetto sono puntate le attenzioni di Confapi, che attraverso il suo centro studi Fabbrica Padova, ha esaminato la situazione. Scoprendo che quella di Padova è la provincia veneta che nel 2014 aveva più contratti di questo tipo. Se in tutto il Veneto il ricorso alle chiamate a progetto aveva interessato 45.21 lavoratori, 11.305 di questi (il 25 per cento) erano stati stipulati nel padovano. "Significa che un co.co.pro su quattro è stato firmato in questa provincia, una percentuale nettamente superiore a quella di tutte le altre", sottolinea Davide D'Onofrio, direttore dell'Associazione piccole e medie industrie del territorio. "Per capire l'incidenza del fenomeno basti pensare che a Vicenza i contratti di tipo parasubordinato attivati nel 2014 sono stati 5.425, meno della metà, per non citare i numeri irrisori delle province di Belluno e Rovigo. La distorsione esistente nel mercato del lavoro locale risulta ancora più evidente comparando questi dati alle statistiche relative all'incidenza dei co.co.pro sul totale dei contratti di lavoro e a quelle legate alla disoccupazione". In provincia di Padova la percentuale di contratti a progetto è del 2,92 per cento, a livello regionale è del 2,29. Il tasso di disoccupazione in provincia, invece, stando agli ultimi dati Istat è del 7,8 per cento, mentre a livello regionale si ferma al 7,7 per cento.

Il Jobs Act fa ben sperare le piccole e medie industrie della provincia. "Le misure adottate dal governo", dice Davide D'Onofrio, "mirano a incentivare la stabilizzazione dei posti di lavoro e a sanare una situazione di instabilità evidente, ben testimoniata dai numeri raccolti da Fabbrica Padova. Ecco perché, in linea di massima, abbiamo accolto favorevolmente un intervento che punti a contrastare l'attuale situazione di precarietà diffusa che sta lacerando il tessuto sociale della nostra regione. E' però necessario che le regole siano poche, certe ed efficaci. Gli imprenditori, nella gestione della loro attività, devono poter valutare i rischi e decidere se è il caso di affrontarli. Serve un quadro di riferimento solido, che offra garanzie di certezza".

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