Multe, la "class action" di ventuno prostitute

Ricorsi fotocopia arrivati a Palazzo Moroni: sulla legittimità delle sanzioni deciderà il giudice di pace
** FILE ** Two prostitutes, nicknamed Zsuzsa, left, and Izabella, right, wait for clients beside a suburban road in Budapest, Hungary, in this Nov. 27, 2003 file photo. In an effort to fight Hungary's shadow economy, prostitutes in Hungary can apply for entrepreneur's permits, officials said Monday, Sept. 24, 2007. The permits allow prostitutes to give receipts to customers and become part of the legal economy by paying taxes and making social security contributions. (AP Photo/Bela Szandelszky, file)
** FILE ** Two prostitutes, nicknamed Zsuzsa, left, and Izabella, right, wait for clients beside a suburban road in Budapest, Hungary, in this Nov. 27, 2003 file photo. In an effort to fight Hungary's shadow economy, prostitutes in Hungary can apply for entrepreneur's permits, officials said Monday, Sept. 24, 2007. The permits allow prostitutes to give receipts to customers and become part of the legal economy by paying taxes and making social security contributions. (AP Photo/Bela Szandelszky, file)

PADOVA. Hanno fatto ricorso in 21 contro le multe da 500 euro previste dall’ordinanza anti-prostituzione. La particolarità è che non sono i clienti multati ma direttamente le prostitute, colpite dalla sanzione prevista dall’ordinanza del sindaco Bitonci che adesso dovrebbe entrare nel nuovo regolamento di polizia urbana.

A Palazzo Moroni sono arrivati nei giorni scorsi 21 ricorsi, praticamente «fotocopia», da parte delle ragazze multate. Che, in pratica, hanno deciso di unirsi e affidasi a un unico legale che ha messo in piedi una sorta di “class action” facendo ricorso al giudice di pace contro le multe.

Una situazione che per il Comune a questo punto diventa rischiosa. Nel caso di accoglimento in un colpo solo verrebbero annullate ben 21 multe e si aprirebbe un vero e proprio «vaso di Pandora».

Nonostante questo, fino a qualche giorno fa, l’assessore alla sicurezza Maurizio Saia si professava tranquillo: «Le sentenze dei giudici di pace a volte sono fantasiose, ma la nostra ordinanza è inattaccabile. E in ogni caso il vero organo di giudizio per i provvedimenti amministrativi è il Tar del Veneto», aveva detto.

Per maggiore cautela però l’ordinanza anti-prostituzione smetterà di essere un provvedimento del sindaco ma verrà inserita nel regolamento di polizia urbana e dunque verrà votata dal consiglio comunale.

Partirà da qui, nelle prossime settimane, la campagna anti-lucciole in tutte le zone della città: «Abbiamo deciso che non ci saranno zone franche – aveva spiegato alcuni giorni fa Saia – Neppure in zona industriale. La nostra intenzione è combattere il degrado urbano che la presenza di lucciole provoca».

Prsotitute e clienti verranno multati con una sanzione di 500 euro. Anche se è stata introdotta una nuova possibilità: 50 ore di lavori socialmente utili. C’è anche la possibilità per gli agenti della polizia locale di «confiscare» l’incasso della prestazione.

Inc irca due mesi di applicazione l’ordinanza anti-prostitute ha portato a 184 sanzioni alle lucciole, più altre 8 ad altrettanti automobilisti che hanno consentito alla lucciola di salire in macchina e altri 3 che si sono fermati intralciando il traffico.

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