Bitonci va in corso Milano «Firme contro i profughi»

Sopralluogo del primo cittadino nelle strade attorno all’appartamento che ospita i rifugiati Salvini pubblica il numero di telefono della Prefettura: «Se avete problemi chiamate qui»
Di Claudio Malfitano ; Di Claudio Malfitano

Ha deciso di andare a parlare di persona con i residenti e con i commercianti. Ieri mattina il sindaco Massimo Bitonci, di buon ora, è salito in macchina e si è diretto verso corso Milano. È in un appartamento in quell’area che, da circa una settimana, vivono alcuni profughi ospiti di una casa privata, in un condominio di pregio. Il primo cittadino, accompagnato dai suoi collaboratori e dal presidente dell’Associazione commercianti del centro Massimiliano Pellizzari (che ha un negozio di ottica poco lontano in via Verdi), ha fatto il giro dell’area: via Carlo Leoni, via del Livello, via San Pietro, via Rolando da Piazzola. Si è fermato a chiacchierare con i residenti, è entrato nei negozi. Ed è così che è maturata l’idea: una raccolta di firme. Una sottoscrizione pubblica per far capire al governo che la scelta di utilizzare alloggi privati per ospitare i profughi è «assurda».

«La scelta di mettere dei clandestini in case private in pieno centro a Padova la trovo estremamente sbagliata – commenta Massimo Bitonci – Ho appena incontrato parecchi cittadini, ho girato attorno alle piazze e a corso Milano e tutti erano molto arrabiati. Anzi mi hanno chiesto di intervenire perché trovano intollerabile questa situazione».

Riprendendo l’allarme lanciato dal segretario federale della Lega Matteo Salvini, il sindaco ha voluto sottolineare come solo una parte degli immigrati che sbarcano sulle nostre coste ottengono poi realmente la protezione accordata ai rifugiati: «Per adesso quelli che abbiamo qui a Padova sono dei clandestini veri e propri, che vengono messi in case private senza controlli. Non sappiamo da dove vengono, non sappiamo chi sono. Una città come la nostra non può accogliere gente di questa fatta».

La campagna per la raccolta firme dunque inizierà ufficialmente martedì 5 maggio, quando è stato organizzato, nel pomeriggio, un appuntamento de «Il sindaco incontra», il collaudato format di «ascolto» già sperimentato nei quartieri periferici. Adesso protagonisti saranno i residenti del centro.

«Invito tutti i cittadini che abitano in centro a questo incontro. Sarà l’occasione per raccogliere fisicamente le firme dei padovani contro questa assurda scelta», sottolinea Bitonci.

Intanto anche il segretario federale della Lega Matteo Salvini torna sulla questione dei profughi, dopo l’invito alle dimissioni per il prefetto Impresa. E lo fa con una provocazione forte: sul suo profilo Facebook ha pubblicato un annuncio. «La Prefettura di Padova ha già trovato degli appartamenti da mettere a disposizione degli immigrati “presunti profughi” – dice Salvini – Se anche voi avete difficoltà economiche o lavorative, se rischiate lo sfratto e volete un tetto (colazione, pranzo e cena compresi, gratis) potete telefonare in prefettura». Il tutto con il numero di telefono del centralino di Palazzo Santo Stefano evidenziato in rosso.

Entra nella polemica anche un altro «inquilino» di Palazzo Moroni, l’assessore Fabrizio Boron, che sarà candidato alle regionali nella lista «Zaia presidente». E lo fa polemizzando con il segretario provinciale del Pd Massimo Bettin, che aveva richiamato tutti a ritrovare il valore dell’accoglienza: «Gli chiedo cortesemente di comunicarci, ovviamente in forma riservata, l'indirizzo di casa sua e, possibilmente, anche quello della candidata alla presidenza della Regione che lui sostiene. In questo modo, sia Bettin che la Moretti potranno contribuire all'accoglienza dei profughi».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova