La protesta dei prof 5 corriere a Milano

Tutto è pronto anche nelle scuole padovane (110.000 studenti) per lo sciopero nazionale di martedì prossimo, 5 maggio, proclamato da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. Tantissimi i docenti e il...
GIORNALISTA: Morsego.AGENZIA FOTO: Candussi.LUOGO: Mestre, teatro Toniolo.DESCRIZIONE: conferenza di Renzi, il quale però annulla l'appuntamento, e dei segretari regionali e comunali del PD per la campagna elettorale di Casson come sindaco di Venezia e Moretti come presidente della regione Veneto - nella foto la protesta degli insegnanti
GIORNALISTA: Morsego.AGENZIA FOTO: Candussi.LUOGO: Mestre, teatro Toniolo.DESCRIZIONE: conferenza di Renzi, il quale però annulla l'appuntamento, e dei segretari regionali e comunali del PD per la campagna elettorale di Casson come sindaco di Venezia e Moretti come presidente della regione Veneto - nella foto la protesta degli insegnanti

Tutto è pronto anche nelle scuole padovane (110.000 studenti) per lo sciopero nazionale di martedì prossimo, 5 maggio, proclamato da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. Tantissimi i docenti e il personale Ata che andranno a Milano alla manifestazione interregionale degli insegnanti del Triveneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna. Da Padova partiranno cinque corriere, mentre da tutto il Veneto i bus saranno venti. Lo sciopero interessa in modo particolare i precari. Se infatti, non saranno accettate le proposte dei sindacati di categoria, rischiano in Veneto di non entrare più in ruolo circa 5 mila supplenti, mentre in città e provincia sono 800. In tutta Italia sono 90 mila, comprese 20 mila maestre delle scuole materne statali. In questi giorni si stanno tenendo le ultime assemblee in orario di lavoro, ma già si sa che saranno tantissimi i docenti che aderiranno alla protesta. Sottolinea Salvatore Totò Mazza, il professore padovano originario di Caltanissetta, che è segretario regionale della Cgil del settore: «Noi non vogliamo affossare il progetto governativo della Buona Scuola. Ci sono anche buone novità, ma il premier Renzi e il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini devono rendersi conto che il progetto va modificato e subito. Ad esempio dal disegno di legge, già in discussione in Parlamento, va stralciata tutta la parte che riguarda l’immissione in ruolo di circa 90 mila attuali precari. I supplenti devono essere regolarizzati con un decreto legge specifico. Altrimenti si rischia di andare alle calende greche». Sempre Mazza, poi, si sofferma su altri due punti del disegno di legge messo sotto accusa da docenti, bidelli, amministrativi e tecnici. «Stralciare subito il capitolo, in cui ai presidi di ogni ordine e grado di scuola vengono assegnati poteri eccessivi. E poi spazzare via dal progetto governativo la parte normativa, in cui si dice che, in futuro, non potranno più essere sottoscritti contratti nazionali superiori ai tre anni di durata. Anzi, a proposito di contratto, è mai possibile che docenti e non docenti restino ancora a lungo senza contratto collettivo, scaduto da sei anni?». E la mobilitazione non è solo quella organizzata da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. Sempre martedì in città si terrà un’altra manifestazione di protesta contro La Buona Scuola, definita “pessima” e organizzata dai cosiddetti autoconvocati. (f.pad.)

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