Guerra ai profughi, è scontro: don Albino Bizzotto inizia lo sciopero della fame

"I profughi non sono un problema": nuova battaglia del prete nel nome degli ultimi dopo le polemiche seguite all'assegnazione di un alloggio: "Noi dobbiamo restare umani"

PADOVA. "I profughi non sono un problema". mentre sono in arrivo altri 14 rifugiati Don Albino Bizzotto ribadisce le sue idee annunciando lo sciopero della fame a partire da stamattina per questa sua nuova battaglia nel nome degli ultimi: "Restiamo umani e torniamo terrestri" sono le due esortazioni del sacerdote con questa sua iniziativa.

Iniziativa avviata anche in seguito alle prese di posizione dei vertici della Curia contro l'amministrazione Bitonci e le polemiche scatenate in questi giorni su un alloggio, assegnato dalla precedente amministrazione comunale proprio ai «Beati costruttori di Pace» di don Albino Bizzotto (nella foto), che da ufficio si è trasformato nell’abitazione di una famiglia Sinti. Situazione che ha fatto infuriare i residenti della zona, riuniti nel comitato Cave-Chiesanuova, che hanno raccolto oltre mille firme per protestare.

Don Bizzotto: "Il mio digiuno per i profughi"

Mentre a livello nazionale si registra un editoriale sull'Avvenire, giornale della Conferenza episcopale, contro la politica del sindaco di Padova ("Non è il sindaco di tutti", e lui risponde "Ci vogliono inondati dai clandestini"), a livello cittadino si assiste a uno scontro frontale tra RiFare Padova e giunta sulla questione alloggi proprio in seguito al caso di Chiesanuova.

«C’è una palese violazione del contratto di concessione del Comune – sottolinea il consigliere comunale di RiFare Padova Antonio Foresta – Ma l’amministrazione non è in grado di rientrare in possesso del bene. Perché il sindaco Massimo Bitonci non fa nulla? Eppure prima delle elezioni aveva incontrato il comitato assicurando che nel suo primo giorno da sindaco avrebbe affrontato il problema».

La situazione è confermata anche dalla presidente del comitato Roberta Zancan: «Ci siamo un po’ rassegnati perché le cose vanno per le lunghe – spiega – Non abbiamo nulla contro don Bizzotto ma quegli spazi erano destinati a uffici e con il quartieri avremmo voluto che ci fosse un ambulatorio pediatrico o un centro di analisi per diabetici».

Alle critiche e alla polemiche, ora, don Bizzotto ha deciso di rispondere con un'iniziativa concreta: da oggi ha iniziato a digiunare.

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