C’è un padovano al comando delle truppe

Da otto mesi comandante delle Truppe Alpine, dopo anni di missioni soprattutto in Afghanistan, il Generale di Divisione Federico Bonato, originario di Padova, sarà in testa al corteo degli alpini in armi e dei 300 mila dell’Associazione che oggi sfilerà nelle strade dell’Aquila. Per Bonato il raduno nazionale è una doppia occasione per riabbracciare vecchi amici. «Ritrovo centinaia di persone conosciute in tanti anni di carriera. E posso rivedere le penne nere della mia città, con le quali ho un legame forte, che risale alle mie origini oltre che alle prime montagne che ho conosciuto. La vicinanza degli alpini in congedo è sempre importante per i reggimenti». Da giorni, in tutte le occasioni, Bonato sottolinea il valore simbolico di questo raduno per L’Aquila: «Qui siamo stati a portare soccorso e poi per la ricostruzione», dice. «L’impegno dei militari e degli alpini in congedo è stato enorme. L’Ana ha ricostruito le case e la chiesa a Fossa, il 9° reggimento ha sorvegliato per anni la zona rossa della città per difenderla da episodi di sciacallaggio. Ecco perché abbiamo voluto anche una mostra fotografica che rievoca gli interventi in Abruzzo ma anche in Friuli, in Irpinia e in terre più lontane come l’Afghanistan». Anche se la leva obbligatoria non c’è più, gli alpini sono rimasti una realtà forte dell’esercito. «Abbiamo 11 mila militari, l’8,5% sono donne, e siamo attivi su tutto l’arco alpino e qui in Abruzzo», spiega Bonato. «Il nostro primo settore d’intervento è la sicurezza, con l’operazione strade sicure in tante città. Ma all’estero siamo anche coinvolti nelle principali missioni internazionali. La Brigata Julia è in Afghanistam la Taurinense si prepara per il Libano. E in più ci sono le bonifiche dai residuati bellici che impegnano ogni giorno i reggimenti del genio alpino in diverse regioni del nord. Ma il nostro ambiente resta la montagna, dove ci addestriamo e dove ogni anno facciamo centinaia di interventi di soccorso».(cric)
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