È il Gruppo Borile a puntare agli islamici Inizia il Grand Hotel

Presto la certificazione, piscina con accessi separati per le donne «È un mercato con grandi capacità di spesa, dobbiamo investirci»
Di Federico Franchin
BELLUCO.LUMINARIE GRAND HOTEL ABANO ABANO
BELLUCO.LUMINARIE GRAND HOTEL ABANO ABANO

ABANO TERME. È l’Abano Grand Hotel l’albergo che ha deciso di sposare la formula “muslim friendly”, ovvero diventare più accogliente per chi professa la religione islamica. La certificazione con la World Halal Development sarà messa nero su bianco in questi giorni. Ad annunciare l’apertura della nuova frontiera del turismo alle terme è lo stesso Gruppo Borile. «Abbiamo già ricevuto l’ispezione da parte della World Halal Development», spiega Chiara Borile. «Stiamo ultimando il percorso per rendere il Grand Hotel “muslim friendly”. È una formula innovativa di fare turismo, alla quale il nostro gruppo crede molto».

Certificazione. Per ottenere la certificazione il Gruppo Borile sta dunque adeguando la propria struttura agli standard richiesti. «Le donne musulmane non possono girare scoperte e quindi è necessario creare dei momenti di accesso privati alle terme, in modo tale che non siano viste dagli uomini», rileva Chiara Borile. «Al primo piano dell’albergo abbiamo già una piscina privata, che potrà quindi essere dedicata a questo tipo di servizio per le donne islamiche. Collegate alla piscina ci sono poi quattro cabine di estetica attrezzate per loro. Insomma, abbiamo creato un percorso che rende impossibile il contatto con gli uomini». A disposizione ci sarà poi la nuova Venezia Spa.

La piscina. «Le clienti potranno accedere alla piscina con orari dedicati, che stiamo stabilendo», aggiunge Chiara Borile. «Per i musulmani la fascia oraria indicata potrebbe essere quella serale. I clienti arabi fanno tardi alla sera e quindi gli orari serali sono i più adatti. La Venezia Spa è da tempo, peraltro, è a disposizione anche dei clienti nudisti. Abbiamo riservato a loro tre giorni alla settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì con orario 9-11».

I trattamenti. Fondamentali saranno i trattamenti estetici, che dovranno essere halal, quindi conformi alle esigenze dei musulmani. «Il cliente musulmano richiede prodotti particolari e quindi bisogna farci trovare pronti», aggiunge la co titolare del Grand Hotel. «Quanto al cibo stiamo studiado delle soluzioni. È fondamentale in tutto questo la formazione del nostro personale. Ci siamo già adeguati in passato alla clientela russa. Molti dipendenti da noi parlano la loro lingua».

Nuovi turisti. La scelta del Grand Hotel di diventare “muslim friendly” è dettata dalla voglia di aumentare le presenze in albergo. Il Grand Hotel ha già visto spesso presenze di personaggi illustri provenienti dal mondo araba, che arrivano ad affittare due interi piani della struttura, uno per sé stessi e l’altro per il personale della security. «Abbiamo già tantissimi clienti musulmani che si prendono cura del loro corpo. Ora stiamo cercando di costruire dei pacchetti turistici rivolti al mondo arabo, ma non solo. Il target di mercato si allarga anche alla Russia e, perché no, all’Italia. Il World Halal Development poi ci può mettere in contatto con ben 140 tour operator sparsi in giro per il mondo». È ancora presto per parlare di inaugurazione del Grand Hotel in formula “muslim friendly”. Potremo inaugurare la nuova formula forse in agosto. Se le cose andranno bene siamo pronti a rivedere l’organizzazione anche degli altri alberghi del gruppo. Il cliente arabo ha grandi capacità di spesa e va tenuto in considerazione. È un mercato del segmento luxury sul quale vogliamo imporci per riuscire a sviluppare dei progetti».

Secondo indiscrezioni si sta interessando alla trasformazione in senso “muslim friendly” anche una società alberghiera proprietaria di un hotel a Montegrotto.

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