«Adesso Padova può pesare di più»

Le richieste delle categorie economiche agli eletti in Regione Dalle infrastrutture alla sicurezza: «Servono persone valide»
Di Claudio Malfitano
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - ZAIA ALLA SCUOLA DIEFFE
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - ZAIA ALLA SCUOLA DIEFFE

Difendere la centralità di Padova. E trovare assessori all’altezza della situazione. È la prima richiesta delle categorie economiche al confermato governatore Luca Zaia e soprattutto ai neoeletti consiglieri regionali padovani. Per uscire dalla crisi e agganciare la ripresa servono investimenti sulla città tra infrastrutture e eccellenze, ma anche semplificazione e sburocratizzazione per aiutare le imprese e il lavoro.

Su un profilo istituzionale arrivano le congratulazioni del presidente della Camera di commercio Fernando Zilio: «Sono diversi i progetti che portiamo avanti con la Regione, dall’Eurosportello per i fondi comunitari a Veneto Promozione – spiega –. La collaborazione è già stata buona. Spero che adesso si rafforzi con una squadra valida e competente che abbia a cuore gli interessi della nostra provincia».

Sulla sponda delle categorie economiche l’Ascom ha le idee chiare. E di lavoro ce n’è molto: «Turismo e centri commerciali sono le questioni che ci premono – spiega Patrizio Bertin – Ma il rafforzamento di Padova passa dalle infrastrutture: non è possibile che non ci sia un collegamento con l’aeroporto di Venezia, così come un sistema ferroviario metropolitano regionale che funzioni a dovere. Spero anche che su ospedale, università e centro congressi si facciano investimenti: ora Padova merita di più, è il momento di accelerare». Anche la scelta degli assessori può essere determinante: «Non faccio campanilismi, ma spero che il governatore scelga con cura persone capaci e con esperienza».

«Il boccino ora è nelle mani di Zaia, la rivalità con Verona è ormai superata: dia a Padova il ruolo che merita», chiarisce il presidente di Confesercenti Nicola Rossi. «I temi che abbiamo posto in campagna elettorale non sono una difesa di categoria ma l’interesse di tutti. A partire dall’equilibrio tra piccola, media e grande distribuzione. In Veneto non possiamo permetterci nuove aperture di centri commerciali: la media di 486 metri quadri ogni mille abitanti è già ben oltre il limite. E poi il tema della sicurezza che è prioritario per il turismo. Un territorio sicuro è necessario per il commerciante come per il visitatore».

Il ruolo della Regione è quello di stabilire regole chiare per tutti. Ed è per questo che Filippo Segato, nella doppia veste di segretario di Appe Padova ma anche di Fipe Veneto (la federazione dei pubblici esercizi) al governatore chiede una risposta chiara: «Vogliamo che sia ripristinata la legalità compromessa dallo sforamento continuo delle soglie di confine di attività come sagre, club, circoli privati e finti agriturismi – spiega – Abbiamo una bozza di regolamentazione per le sagre che chiediamo di discutere. Sono attività che devono avere una storia, un legame con il territorio e che non dovrebbero poter superare i 10 giorni di apertura».

Infine anche Carlo Valerio, presidente di Confapi Veneto (neoeletto nella giunta nazionale di Unionmeccanica), porterà all’attenzione della Regione un tema spinoso: «Bisogna che ci siano una serie di modifiche nel rapporto tra amministrazione pubblica e realtà produttive: in questo periodo la semplificazione è essenziale», spiega. L’obiettivo è evitare l’esodo di imprenditori in Croazia, Slovenia o Sud dell’Austria: «Zaia deve far sentire la voce del Veneto ancora più forte. Vogliamo essere presi più in considerazione».

Argomenti:commercio

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova