La lettera-testimonianza: «La mia famiglia attaccata perché ospita i profughi»

TEOLO. "Attaccati perché ospitiamo i profughi". Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Claudio Salmaso, proprietario di una casa ceduta a una cooperativa per l'ospitalità dei profughi. Intanto nelle prossime ore arriveranno in Veneto altri 250 migranti. Due i telegrammi inviati sabato dal Viminale ai sette prefetti del Veneto. Uno appena dopo pranzo preannunciava la partenza dalla Sicilia dei primi 150 nuovi profughi. Il secondo è pervenuto verso le 20,30 in cui se ne annunciavano altri 100. E questa volta la ripartizione sarà in base al numero degli abitanti in ogni provincia. In pratica 45 a testa per Padova, Venezia, Treviso, Verona e VIcenza e solo poche unità destinate a Rovigo ed a Belluno.
Ecco la lettera di Claudio Salmaso
Egregio Direttore,
sono il proprietario della casa di San Biagio di Teolo dove da martedi scorso vengono ospitati 10 profughi provenienti dall’Africa Centrale. Quando ho dato la mia disponibilità di alloggio alla Prefettura di Padova mi aspettavo difficoltà e problemi di natura più politica che sostanziale,ma mai mi sarei aspettato degli attacchi pretestuosi e calunniosi a me e alla mia famiglia. E un’attenzione mediatica sproporzionata alla situazione reale.
Tempo fa abbiamo accolto con piacere la possibilità di dare una alloggio a persone disagiate e quindi abbiamo dato disponibilità di una casa a San Biagio di Teolo che solitamente occupiamo solo per i mesi estivi. Riceviamo un affitto adeguato da parte della cooperativa che gestisce l’accoglimento dei profughi per la nostra zona. Ma ciò che ci spinge non è il tornaconto personale.
Martedi sera sono arrivati i “profughi”. E sono tutti ragazzi. Chiunque di noi abbia figli sa cosa intendo: hanno 18 o 20 anni al massimo. Sono arrivati con il cappuccio della felpa sulla testa e le mani in tasca. Sono ancora piccoli ma hanno già visto e vissuto cose che nessuno di noi immagina.
Hanno viaggiato dalla Libia a qui su un gommone e almeno dieci di loro sono morti durante la traversata. Quando sono arrivati di sera, molto tardi, dopo aver passato ore interminabili in questura, mi hanno chiesto qualcosa per il mal di stomaco. Pensavo fosse perché si sentivano a disagio, ma poi uno di loro mi ha confidato che avevano bevuto acqua di mare. Non in seguito ai soccorsi in mare, ma per dissetarsi durante la traversata.
Ecco, vorrei dire al neo eletto governatore Zaia, eletto col 50% dei voti, che proprio nel momento in cui dava la stura ai festeggiamenti per la sua meritata riconferma, questi ragazzi bevevano l’acqua contaminata dai cadaveri dei loro compagni pur di sopravvivere. Quanto in questo momento il Veneto può fare per entrambi? Loro staranno qui pochi mesi, poi partiranno per paesi più ricchi del nostro. Noi siamo un paese che non dà prospettive a nessuno, né italiani, né stranieri, e nemmeno speranze. Non fa differenza.
Vogliono andare in Germania e nei Paesi del Nord, proprio come i nostri ragazzi. Ma lasciamogli almeno il tempo di tirare il fiato. Diciamo che se lo sono meritato finora. La loro strada è ancor lunga.
Grazie e Saluti
P.S. Un suggerimento al sindaco di Teolo, tanto preoccupato per il fatto che molti dei ragazzi ospitati, stanchi delle attività sportive, possano, spinti dall’ozio, darsi ad attività illecite: tranquillo, i ragazzi da domani si dedicheranno alla manutenzione di via Gloria, stradina sterrata e malconcia che le varie giunte succedutesi negli anni ricordano solamente nel momento elettorale con un misero camioncino di ghiaia sparsa sulle buche.
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