Cappochin, addio a Padova con polemica

Le grandi mostre di architettura a Cortina. Rodeghiero: «Problema sulla gestione degli incassi»
BARSOTTI - VERNICE RENZO PIANO A PALAZZO DELLA RAGIONE
BARSOTTI - VERNICE RENZO PIANO A PALAZZO DELLA RAGIONE

L’ultima grande mostra è stata quella di Renzo Piano, nell’estate dello scorso anno. Poi ancora Zaha Hadid, Kengo Kuma, David Chipperfield e un approfondimento sulla rigenerazione urbana sostenibile. I grandi nomi dell’architettura sono arrivati in città grazie alla Fondazione Barbara Cappochin che organizza l’omonima Biennale.

Adesso però il trasloco, “armi e bagagli”, a Cortina d’Ampezzo, annunciato ieri con una nota. Il motivo? «Una decisione quella di lasciare Padova frutto del disinteresse della nuova amministrazione comunale per questa importante iniziativa che l’anno scorso ha visto la presenza di migliaia di giovani alla lectio magistralis dell’architetto Renzo Piano e decine di migliaia di visitatori alla mostra allestita a Palazzo della Ragione», spiegano i vertici della fondazione.

Così anche il “tavolo dell’architettura” che era diventato una presenza fissa per la città in piazza Cavour troverà posto invece in corso Italia nella “perla delle Dolomiti”.

Una decisione che lascia con l’amaro in bocca l’assessore alla Cultura Flavio Rodeghiero, che adesso svela i termini della trattativa sfumata: «Da parte nostra c’è stato tutto l’interesse a collaborare per ospitare in città come da tradizione la Biennale Cappochin – racconta – Di solito però la mostra in Palazzo della Ragione era organizzata in inverno, mentre per lo scorso anno e per il prossimo era stato chiesto di organizzarla in estate. Il problema è che la mostra si trattiene tutte le entrate dei visitatori del Palazzo, che in estate sono molto numerose».

Da qui la decisione dell’amministrazione di approfondire la questione economica: «Abbiamo chiesto una settimana in più per valutare le ricadute sul nostro bilancio. Ma questo è stato visto dalla Fondazione come un gesto di indisponibilità. Niente di più sbagliato: siamo stati aperti a valutare le soluzioni migliori per ospitare la mostra in quella o in altre sedi». Da parte sua però Rodeghiero è sempre più determinato a focalizzare l’attenzione della città sull’architettura contemporanea: «Ognuno è libero di andare dove vuole. Ma Padova di certo non perderà l’attenzione per l’architettura – sottolinea l’assessore alla Cultura – Abbiamo già intavolato una discussione con la Triennale di Milano che ha subito dimostrato un interesse per la nostra città». (c.mal.)

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