PADOVA. È di nuovo allarme spaccio in piazza Mazzini.
Sabato notte la polizia è dovuta intervenire per sedare una colluttazione tra due immigrati, uno dei quali, un nigeriano, è finito al pronto soccorso con 15 giorni di prognosi per una ferita alla mano. L’aggredito ha riferito alle forze dell’ordine di non aver voluto dare del denaro al suo aggressore, che l’ha così ferito ed è poi fuggito. Probabile che si tratti di un accoltellamento per il controllo del territorio. È da qualche settimana infatti che commercianti e residenti lamentano un incremento di spacciatori nella zona.
Con la stazione quotidianamente presidiata dalla polizia locale, gli spacciatori che gravitano sul quadrante Borgomagno - Boulevard della stazione - via Tommaseo - piazza Mazzini probabilmente si stanno spostando in direzione di viale Codalunga. «Non si può non notare il via vai di biciclette di stranieri che spacciano droga, soprattutto in questi ultimi mesi», dice Assunta Cretella, titolare del ristorante La Pavana di piazza Mazzini, angolo via Trieste. «È vero che l’hanno sempre fatto ma ho idea che essendoci maggiori controlli in stazione si siano spostati tutti verso di qua». Inoltre il clima estivo non fa che rendere ancor più visibili fenomeni di questo tipo. Se infatti d’inverno con il freddo, la pioggia, il vento, gli spacciatori tendono a “lavorare” sotto ai portici, o negli anfratti più angusti e coperti delle vie, con la bella stagione lo spaccio si sposta sulla strada. Lo testimonia il fatto che ogni anno con l’arrivo dell’estate scoppiano risse tra i nordafricani che girano davanti alla stazione e nigeriani di via Fra Eremitano.
«Forse la situazione migliora un po’ durante il giorno, ma non appena arriva la sera comincia il valzer degli spacciatori», spiega la titolare della Pavana, i cui clienti spesso sono stati disturbati da queste presenze. «È capitato più di una volta che i nostri clienti siano stati avvicinati da stranieri che offrivano loro droga», continua Assunta Cretella. Dello stesso parere anche l’edicolante di piazza Mazzini, Andrea Quaglia, che vive quotidianamente il quartiere e ha sotto gli occhi un quadro complessivo: «La situazione da anni ormai è sempre la stessa, un po’ più o un po’ meno la zona è evidentemente frequentata da questo tipo di persone, d’estate soprattutto», dice l’edicolante che nonostante si sia accorto dell’evidente controllo dei vigili dell’area della stazione ferroviaria afferma di non notare miglioramenti: «Per me non è cambiato nulla neppure in stazione, continuano a esserci raggruppamenti di balordi e spacciatori, e in fondo credo che siamo arrivati a un punto in cui nessuna zona di Padova si salvi più». Ma in piazza Mazzini proprio per l’evidenza del problema c’è chi ha iniziato, per quel che può, a correre ai ripari. I titolari cinesi del bar Spigoli ad esempio hanno cominciato ad allontanare chiunque entri nel locale e abbia l’aria di essere poco raccomandabile. «Non vogliamo più problemi di nessun tipo, così se vediamo che qualcuno che non sembra apposto si siede nei nostri tavolini o entra al bar gli diciamo di andarsene».