DUE CARRARE. Quattro sindaci di centrosinistra e i vertici della cooperativa “Ecofficina” stamane alle 10 sono stati in Prefettura per sottoscrivere l’accordo di programma che fissa le modalità per il coinvolgimento dei migranti in attività e servizi di volontariato a favore delle collettività che li ospitano. Si tratta dei primi cittadini di Este, Baone, Battaglia Terme e Due Carrare. I quattro sindaci hanno sottoposto il documento composto di 10 articoli all’approvazione delle rispettive giunte.
L’accordo al punto 3 evidenzia che le attività possono essere svolte da stranieri-migranti che abbiano presentato istanza per il riconoscimento della protezione internazionale, che abbiano sottoscritto la dichiarazione di disponibilità ad attività di volontariato sull’apposito modulo e che siano ospiti delle strutture di accoglienza all’interno del programma coordinato dalla Prefettura di Padova. Ai migranti viene altresì chiesto che abbiano aderito ad una associazione di volontariato operante nel territorio. Questa adesione comporta l’impegno di rendere una o più prestazioni personali, volontarie e gratuite.
Le attività da svolgere saranno individuate dall’ente gestore dell’assistenza (Ecofficina) d’intesa con il Comune. Dovranno essere forniti gli strumenti necessari: attrezzature e dispositivi di protezione individuale al fine di ridurre al minimo i rischi per la propria e l’altrui incolumità. Dovrà inoltre essere garantita da parte dell’ente gestore un’adeguata copertura assicurativa verso terzi e contro gli infortuni. Tutte le attività dovranno essere svolte con la supervisione di un educatore dell’ente gestore o di un referente. Il monitoraggio dell’intesa verrà eseguito da un tavolo tecnico di coordinamento presieduto da un funzionario della Prefettura. L’accordo ha valenza per 6 mesi ed è rinnovabile.
Santini: "Grande senso di responsabiltà dei sindaci". “Sindaci, prefettura e cooperative hanno dimostrato senso di responsabilità e pragmatismo grazie alla firma del protocollo che permetterà su base volontaria ai profughi di collaborare con le comunità che li ospitano”. Con queste parole il senatore democratico Giorgio Santini commenta la firma in prefettura del protocollo tra Prefettura, cooperative ed alcuni Comuni del padovano.
“Si tratta di uno strumento prezioso – commenta Santini - che permette di ricambiare il supporto e l’aiuto ricevuto, di utilizzare le giornate dei richiedenti asilo per attività operative , strettamente volontarie , utili alle comunità ed infine di dare dignità alla persona grazie al coinvolgimento attivo. In provincia di Padova l’operosità è sempre stata un valore di riferimento e qualche esperienza si è già manifestata grazie a qualche sindaco e alle attività di alcune associazioni collegate alle Parrocchie.”
“Ora deve diventare una " buona pratica" da concretizzare e potenziare. – conclude il senatore democratico - La risposta non sta nella spregiudicata campagna mediatica messa in campo da chi ha importanti responsabilità politiche ed amministrative, Luca Zaia e Massimo Bitonci, ma in un quotidiano lavoro di coordinamento degli interventi e supporto delle attività. Solo la collaborazione proattiva tra istituzioni e tra pubblico e privato da' sicurezza e puo’ garantire una gestione equilibrata del fenomeno. Le polemiche sulla stampa, i costanti allarmi, le iperboli mediatiche costantemente usate dal sindaco Bitonci generano solo caos e ostacoli per la gestione dell'accoglienza dei profughi.
Bitonci: "Non lavorano gratis, ricevono 35 euro al giorno". Il sindaco leghista Massimo Bitonci contesta l'idea che i profughi pronti a lavorare liberamente nei comuni che li ospiti lo facciano gratis. «I richiedenti asilo non lavoreranno gratis: infatti ricevono 35 euro al giorno» sottolinea Bitonci, spiegando perché il comune capoluogo ha deciso di non aderire al protocollo firmato in Prefettura.
«Padova, pure essendo la città su cui, momentaneamente, il governo ha scaricato il maggior numero di clandestini di tutta la provincia, rifiuta questo progetto» ha detto Bitonci, secondo il quale il protocollo è stato sottoscritto dai «sindaci di sinistra dei Comuni di Este, Baone, Battaglia Terme e Due Carrare». «Padova - spiega - è anche la città con il maggior numero di disoccupati, anziani e giovani famiglie in difficoltà e l'amministrazione, del tutto liberamente, ha deciso che la sua priorità è un'altra: aiutare i residenti, non persone di cui non si conoscono storia e intenzioni, e che magari arrivano qui, dopo essere state cacciate da altri Comuni, proprio come quello di Este, dove hanno creato disordini».
«Da sindaco di Padova - conclude - sono pronto a firmare un protocollo con la Prefettura e le cooperative che consenta di far lavorare i padovani residenti in città e in stato di bisogno, in cambio degli stessi benefit, quali vitto e alloggio, che oggi vengono riconosciuti solo ai cosiddetti migranti».