«No ai libri gender», offensiva di Bitonci

Il sindaco attacca la lettura pubblica di domani. «Manifestazione che non approvo, incontrerò i comitati che sono contrari»
ZANETTI - NUOVA GIUNTA
ZANETTI - NUOVA GIUNTA

PADOVA. Identità di genere, ovvero maschile e femminile: roba da vecchi tempi? Non la pensa così il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, (e con lui schiere di genitori, insegnanti, semplici cittadini) pronto a combattere (a parole, s’intende) il rischio che nei libri di testo, adottati delle scuole, si faccia piazza pulita di quella differenziazione, maschile-femminile. Gettandola alle ortiche come un arrugginito archetipo culturale, niente di più. Conferma il primo cittadino: «Ho già parlato con assessori e consiglieri comunali: in settimana organizzeremo una nostra corretta informativa. E incontrerò genitori e comitati contrari alla teoria gender. Una teoria offensiva. Io pure sono genitore. E i genitori sanno che i figli hanno bisogno di guide e ruoli che diano sicurezze. Non di falsità».

A innescare la miccia della polemica, la pubblica lettura in programma domani alle 19.30 nello spazio “Buscaglione“ allestito all’interno dei Giardini della rotonda, in piazza Mazzini, e promosso dalla libreria Pel di Carota. Sul leggìo una ventina dei 49 libri “censurati” dal sindaco Brugnaro di Venezia in quanto ritenuti a favore della teoria gender. «La nostra libreria ha deciso di organizzare in collaborazione con il Cuc CinemaUno e Beccogiallo, una maratona di letture di una ventina dei 49 titoli finiti al bando... Ci troveremo per ascoltare, leggere, parlare, guardare alcuni dei libri incriminati. E inizieremo con una piccola presentazione del catalogo Famiglie..., un lavoro del 2013 con il quale si è voluto indagare sui libri per più piccoli che raccontano dell’evoluzione della struttura familiare, mettendo un accento particolare sulle famiglie arcobaleno...». Bitonci non ci sta. E premette, visto che l’area dove si trova lo “spazio” è comunale: «Avevo letto della manifestazione che non approvo. Avrebbero dovuto chiedere all’amministrazione comunale, invece non hanno chiesto nulla. Vedremo lunedì (domani) con le convenzioni in essere». Detto questo, ecco il Bitonci-pensiero: «La teoria gender? Sono contrario. Anche il provveditore (il dirigente scolastico provinciale) ha già detto che questi libri non verranno introdotti. Per quanto mi riguarda, sono per la scuola tradizionale e per famiglia fatta di un uomo e di una donna e figli naturali o adottati. Inoltre tutti i genitori e gli psicologi spiegano che le figure all’interno della famiglia devono essere chiare e individuate. Non dev’esserci confusione di ruoli». Il primo cittadino parla anche per esperienza diretta: «Un bambino, e io ne ho due, hanno il bisogno e il diritto di avere un papà e una mamma, non altro».

Il sindaco è pronto ad assumere dei provvedimenti se venissero adottati in città testi scolastici che propugnano le teorie gender? «Certo, ovviamente nei limiti dei miei poteri. La teoria gender è qualcosa contro natura» replica Bitonci, «Diranno che siamo medievali? Ma quelli fuori dal mondo e dai valori di una comunità sono loro». Ma loro, chi? «Associazioni e insegnanti che vorrebbero che questi testi venissero letti e insegnati a scuola. Io concepisco una società diversa che non insegna a scuola questi valori. Ma i nostri valori tradizionali». Controffensiva al nastro di partenza: l’incontro con genitori e comitati anti-teoria gender è già nell’agenda del sindaco.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova